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28 giugno 2016

Recensione: Un giorno di festa - Graham Swift

Buongiorno lettori,
iniziamo la giornata parlando un libro da poco uscito per Neri Pozza, Un giorno di festa di Graham Swift.


Un giorno di festa
di Graham Swift 
Neri Pozza | I narratori delle tavole | 139 pagine
ebook €9,99 | cartaceo € 15,00
16 giugno 2016

TRAMA
È il Mothering Sunday, la Festa della Mamma, del 1924 in Inghilterra. La guerra è alle spalle e un'altra è all'orizzonte. Ma è una bella domenica di fine marzo, perfetta per rimuovere i lutti e celebrare in allegria la speciale ricorrenza del giorno. Il rituale della festa prevede visite di cortesia, picnic all'aperto e inviti a pranzo in compagnia di amici e familiari. Un rituale già quasi in disuso, ma che i Niven e gli Sheringham, due delle famiglie più in vista del Berkshire, si tengono ben stretto, come se appartenessero ormai a un'unica famiglia dopo aver perso dei figli in guerra. Su invito degli Hobday, un altro illustre casato delle verdi contee che circondano Londra, si vedranno a pranzo per brindare e parlare dell'evento ormai imminente: le nozze tra Paul, il giovane rampollo degli Sheringham scampato alla guerra, ed Emma Hobday. Per la servitù dei Niven, com'è consuetudine, il Mothering Sunday è una "giornata libera" da trascorrere con i propri cari. Per tutti, eccetto che per Jane Fairchild. Giovane orfana che presta ormai da qualche tempo servizio presso i Niven, Jane si appresta a trascorrere la domenica di festa su una panchina in giardino quando squilla il telefono. Si affretta all'apparecchio e il suo cuore si libra in cielo allorché riconosce la voce all'altro capo del telefono: Paul Sheringham, il giovane rampollo di cui da sette anni è l'amante, la invita per la prima volta a casa sua...


"Molte cose nella vita - molte più di quante crediamo - non potranno essere spiegate, né ora né mai"
Così finisce questo libro. Appena 139 pagine che però mi hanno stregato. 139 pagine che in se sanno racchiudere tanto: amore, morte, lussuria, lascivia, l'amore per i libri e la vita, il futuro e il passato. Come è possibile? Grazie ad una storia d'altri tempi ma tremendamente moderna, grazie ad un'ambientazione fatta non di luoghi ma di idee e ideali, grazie ad una protagonista che potrebbe essere "la più frivola ragazza sulla faccia della terra" (cit) ma che poi si rivela essere profonda e saggia.
E' il 30 marzo 1924. Festa della Mamma. La Grande Guerra è finita da poco e ha lasciato dietro di se tanti morti, anche tra le famiglie bene dell'alta società inglese. Gli Sheringham, gli Hobday e i Niven hanno pagato a caro prezzo con la morte di diversi figli. Ma ora il fato torna a sorridergli perchè Paul  Sheringham e Emma Hobday si sposeranno da lì a due settimane. La vita non è più quella di una volta, le ricchezze delle famiglie non sono più quelle passate ma il futuro è bello e quella giornata di fine marzo è incredibilmente estiva. Ideale per un pranzo fuori. Giornata di festa anche per la sparuta servitù delle tre famiglie che, per una mezza giornata, potrà tornare dalla famiglia a festeggiare lasciando le magioni vuote. Tutti festeggiano tranne Jane, la cameriera di Mr Niven. Jane è orfana e da tempo amante di Paul. Un giorno, l'ultimo prima del matrimonio, in cui Paul e Jane possono amarsi. Sembra la norma, già prima si erano incontrati clandestinamente, eppure quel giorno ha tutta l'aria di essere speciale, diverso, ha tutta l'aria di essere l'ultimo.
Questo è un libro del "potrebbe essere ma non è": potrebbe essere cupo e triste, ma non lo è; potrebbe essere marcatamente erotico, ma non lo è. Lungo tutta la storia narrata la morte si affaccia più volte, a cominciare dalla grande tragedia della Prima Guerra Mondiale, eppure non si sente mai un tono di tristezza o di rimpianto. La Guerra, le morti ci sono state ma sono passate, sono raccontate dalla voce di questa vecchia scrittrice che un tempo è stata a servizio ma che non si sofferma mai sul dolore, guarda al futuro, guarda alle possibilità.
Jane ci racconta di un mondo che è stato e che non potrà mai più tornare, ma anche un mondo che l'ha resa quella che è. Non può rivelare quello che è stata ma non lo rinnega: cameriera, prostituta, amante, libraria, scrittrice, moglie, vedova, sono tutte fasi della sua vita che le hanno permesso di dare alla luce i suoi libri. Quando ha capito che sarebbe diventata una scrittrice? Già nascere orfana, non voluta, una tabula rasa da cui iniziare è stato uno spunto per sapere che voleva raccontare qualcosa. Poi diventare cameriera è stata un altro momento fondamentale; cosa fa in fondo una cameriera? Vive una non vita, vive la vita degli altri. Ma è stata quella domenica di marzo, quando era dove non doveva essere, a girare per la grande casa degli Sheringham completamente nuda ad essere un punto di svolta. Graham Swift riesce in questo semplice quadro a darci quello che spesso nei libri si cerca ma non si riesce a creare, una carica erotica, un languore sensuale che affascina ma non disturba. Non c'è niente di volgare o eccessivo, eppure leggere di questa giovane cameriera nuda aggirarsi nella vita degli altri, tra i quadri di famiglia, davanti alle foto dei figli morti, ai libri del suo amante o al semplice tavolino dove posare i guanti senza veli è una delle cose più peccaminose che abbia mai letto.
Graham Swift ci regala una Downton Abbey meno patinata e più reale, ci descrive un giorno, uno solo, che segna però la svolta per Jane, per Paul e gli altri, e lo fa in maniera diretta, attraverso gli occhi della Jane cameriera e della Jane scrittrice. Ma la cosa sorprendente è che l'amore clandestino tra Jane  e Paul scivola quasi in secondo piano, soppiantato dal momento, da quell'attimo che Jane passa in quella grande casa, strusciando la mano sui divani, in cui ci mostra un'intera società, schiacciata dal ricordo della Grande Guerra, spettro di quella grande elitè che era stata nel passato, ma che ora si mostra più umana e meno pretenziosa. La società inglese degli anni '20 deve ancora riprendersi da quello che è stato e un po' ci rimurginerà sempre.

Voto

Alla prossima





10 commenti:

  1. Queasto è un libro che decisamente fa per me! Bella recensione.
    Un bacio da Lea

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    1. Grazie Lea! E' un libro molto coinvolgente, nonostante sia breve

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  2. Bella recensione! anche se mi sorge una domanda "Ma quel donnaiolo pezzentone di Paul perchè va con Jane se deve sposare Emma" Vabbè lascia perdere devo leggerlo per sapere la risposta alla mia domanda assurda ^:^

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    1. All'inizio anche io ci pensavo a questa cosa, in realtà continuando... non dico che lo scuso del tutto ma posso quasi capirlo

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  3. Mi hai incuriosita con la tua bella recensione!

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  4. bello potrebbe essere ma non è, io curiosa

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Premi: se avete scelto di premiare il mio blog vi ringrazio con tutto il cuore! E' sempre bello veder riconosciuto il proprio lavoro. Tuttavia, per motivi di tempo e organizzazione non posso ritirarli!

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