Recensione: Didone, per esempio. Nuove storie dal passato - Mariangela Galatea Vaglio

Buongiorno lettori!
Oggi è proprio una gran giornata per me. Perché? Perché La Biblioteca di Eliza nasceva proprio oggi, una domenica di 4 anni fa. 4 anni, capite? Io che pensavo di non mangiare neanche il panettone di quel Natale (manco fossi un allenatore dell'Inter)! E fatemelo dire per una volta, sono orgogliosa di questo mio angolo virtuale che, soprattutto in questo ultimo periodo, sta crescendo tanto grazie a voi!
Mentre io continuo a gonfiare i palloncini della festa, vi lascio con la recensione di un libro un po' diverso dal solito e dal titolo che è tutto un programma, Didone, per esempio. Nuove storie dal passato di Mariangela Galatea Vaglio


Didone, per esempio
Nuove storie dal passato
di Mariangela Galatea Vaglio
Ultra | Ultra novel | 241 pagine
ebook €6,99 | cartaceo €14,00
11 giugno 2014

Trama. La storia antica, le lingue morte… per certi versi, riuscire a immaginare qualcosa di più noioso e meno attuale sembra davvero impresa ardua. Ma come un refolo bizzarro e impertinente arriva Galatea e, con arguzia e ironia, scompiglia le carte in tavola, riportando in vita gli eroi e le eroine della Grecia e della Roma antiche. Un pantheon di personaggi storici e mitologici più vivi (e talvolta pure più cialtroni) dei politici, delle veline e degli opinion maker del nostro tempo, un red carpet greco-romano che diverte, seduce e risplende grazie alla penna di Mariangela Vaglio e al suo stile spesso dissacrante, ma sempre appassionato e coinvolgente. Ecco allora che quando compare la bellissima Elena di Troia, così altera e distaccata, pure antipatica per quanto è amata e agognata, subito si insinua il dubbio che dietro tanta altezzosità si celi una segreta passione per le droghe pesanti. Poi c’è Didone col relativo complesso: Didone bella e intelligente, coraggiosa e impavida, che fine fa? S’innamora del vacuo Enea, che più che un uomo è una iattura, e in quanto tale non può che condurla a una tragica fine. E a seguire tornano in vita Ulisse, il re contadino che stilla fascino e sudore, Calpurnia, la moglie perfetta, Pericle, bello come Obama, Messalina, la Paris Hilton dell’antichità e tanti altri, in un vortice di storie narrate e reinterpretate con humor e leggerezza, perché se “l’Impero romano è meglio di Beautiful ”, cosa può essere più divertente delle vicende di un gruppo di antichi vip allo sbaraglio?

"Ora, dico io, Didone mia, ragioniamo: sei bella, sei affascinante, e sei pure più intelligente di ogni uomo che hai incrociato nella tua vita. Spiegami: perchè Enea? Ma Santi numi di tutto l'Olimpo fenicio e greco in seduta plenaria, che diavolo ci hai visto in lui per perderci così la testa? Caruccio, vabbè, ma neanche un Paride; eroe, ok, ma di secondo piano. Con la mamma dea, siam d'accordo, ma una suocera così è più una rogna che un bonus: già quelle mortali, sopportale, figuriamoci quelle divine, te le raccomando."
Leggi Antichità Classica e bum, cala la palpebra e la noia imperversa. Eh gli antichi, uno magari se li immagina vecchietti, canuti, con la toga bianca, un'anforetta sotto braccio (non so perchè ma di base le anfore ci stanno sempre) e la faccia da "io sono io e tu non sei nessuno, chiaro?". Insomma, argomento per élite e per topi da biblioteca, argomento che ti fa subito pensare alla polvere.
E se vi dicessi invece che dietro a quei nomi noti e altisonanti, quegli stessi nomi di cui a scuola ci hanno fatto leggere e imparare a memoria pagine, date, vite e sventure, ci sono storie incredibili? Avventure, sventure, ascese fulminanti e altrettanto rapide cadute. Questa è gente che ha fatto la Storia, gente che faceva e disfaceva imperi, muoveva truppe, affondava navi, veniva trucidata in nome dello Stato e dell'onore. Come può una storia così essere noiosa? Questo è il punto di partenza di questo libro, mostrarci gli antichi greci e romani sotto una luce diversa e con un tono diverso. L'autrice ha voluto uscire dai soliti schemi molto scolastici e provare a parlare dei miti, degli eroi, dei politici, degli imperatori ma anche delle donne più note dell'antichità in modo più semplice ma soprattutto più divertente. Così, ad esempio, Ulisse poteva essere cretino e stupido? Eh no, intelligente e furbo ci scappavi fuori per forza se ti ritrovavi a crescere su uno scoglio in mezzo al mare (perchè quello Itaca era, caro Omero, non fare lo splendido con noi), qualcosa ti dovevi pure inventare per mandare avanti un regno. Per non parlare di quel simpatico di Marco Antonio che infondo sta simpatico a tutti perchè è il cazzaro (ops, scusate il francesismo) di città, se poi quella città è la Roma del I secolo a.C. capirete bene la portata mondiale di tal simpatia. Insomma, un modo divertente e un po' fuori dagli schemi per entrare in quel gran mondo che è la Storia Antica e per scoprire anche aneddoti, storie e personaggi che magari non restano solitamente molto impressi o che vengono del tutto accantonati in altri frangenti.
Mi sono molto divertita a leggere questo libro, su cui avevo messo gli occhi da un bel po'. Diciamolo, in questo argomento ci sguazzo alla grande, quello della storia e dell'archeologia greca e romana è il mio mondo. Quindi per me leggere questo saggio (possiamo definirlo così?) è stato come tornare a casa, incontrare vecchi amici e aggiornarsi suoi pettegolezzi che girano. Ho trovato sicuramente più forte la parte greca rispetto a quella romana, la prima mantiene più intatto lo spirito originario con cui nasce il libro, sarà anche perchè i  miti e gli eroi greci offro tanto materiale... La parte romana è più asciutta ma anche meno frizzante rispetto al resto.
Per quanto riguarda lo stile l'autrice mi ha conquistata. Lo sapete, l'ironia qui è di casa e in questo libro ne ho trovata tanta. Anche perchè parlare così a cuor leggero di un argomento solitamente serio e, diciamolo, un po' noioso mantenendo comunque credibilità e soprattutto il filo della storia non deve essere facile, è materia da divulgatore con un certo cipiglio. L'autrice ci riesce, magari in maniera meno convincente verso la fine, ma ci riesce.

Voto

Alla prossima


CONVERSATION

12 commenti:

  1. "Come può uno scoglio arginare il mareeeeee..." Scusa, oggi va così! E mentre quelli con l'anforetta sotto braccio facevano e disfacevano Imperi, qua ci siamo io e te che da QUATTRO ANNI (come sei anziaaaaana!!!) facciamo e disfacciamo blog! La recensione è superlativa, ma oggi ciò che conta è che quest'angoletto invecchia ancora un po' (magari comincia a valutare l'idea del botulino e fai la tinta che si vede la ricrescita!). Ciao Ciambella, manchi tu <3

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    1. Non sono anziana! Sono diversamente giovane! Oh Anima, manchi pure tu!

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  2. Complimenti per la recensione! Sai che sto pensando di metterlo in lista e magari leggerlo con Anna? Che dici? AH! Auguri LauraEliza!!!

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    1. Grazie! Per Anna forse non va bene, potrebbe essere un po' pesante per lei.
      Ma grazie!!! Però dovevi mettere il mio nome nobiliare completo! XD

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    2. Uh! Scusa, LauraLetiziaToniaCiambellaCretinaLallaLallina

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  3. Auguri Lauraaaa!!! Questa recensione mi stuzzica parecchio perché la storia, in generale, ma greca e romana, in particolare, ha sempre sortito un certo fascino su di me. Prendo nota perché dietro quegli uomini con l'anforetta sotto il braccio c'è un mondo da conoscere :)

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    1. La storia greca e romana è affascinante! Cioè ne succedono di tutti i colori, in confronto i politici di oggi sono delle mozzarelle! ;)

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  4. Beeeeeelllllllooo! Questo libro mi sta tentando da quando hai pubblicato quel pezzettino su FB.
    Peccato solo che a quanto pare perda un po' di mordente quando si passa ai Romani (eppure strano!).
    Arrivo in ritardo, ma tanto gli auguri fanno sempre bene: buon compleanno alla Biblioteca di Eliza!

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    1. Grazie Rosa! Gli auguri sono sempre graditi!^^

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  5. Awwww ma che fantastica recensione!! Ho questo libro in wishlist su Goodreads da un sacco di mesi, adoro l'epica e la storia antica, se poi è raccontato con ironia e leggerezza non posso che appassionarmici!!
    Comunque sono d'accordo con l'autrice, Didone poteva avere il mondo ai suoi piedi e si è suicidata per un citrullo (sì, Enea mi è sempre stato antipatico, lo ammetto!!)

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    1. Ahahahahhhh!!! Enea sarà pure stato un eroe, ma alla fine scappa a gambe levate, si porta dietro figlio e padre e si spupazza donne per mezzo Mediterraneo. Sarà pure grazie a lui che alla fine è nata Roma ma si, era un citrullo XD

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