28 aprile 2017

Recensione: Le giocatrici - Marilena Lucente

Buongiorno lettori,
dopo la parentesi milanese che tante emozioni mi ha dato (ancora devo riprendermi!) torniamo a parlare di libri. Oggi vi proporrò la recensione del libro che mi ha accompagnato durante il viaggio in treno, Le giocatrici di Marilena Lucente, che mi è stato gentilmente inviato dalla casa editrice Edizioni Spartaco.

Le giocatrici. Lotto. Slot machine. Bingo
di Marilena Lucente
edizioni Spartaco | dissensi | 155 pagine
 cartaceo €10,00
16 aprile 2014 | scheda edizioni Spartaco

Trama
Teresa è una scommessa persa: per pagare un debito di gioco, suo padre l'ha fatta sposare con Perzechella, uomo freddo e calcolatore che vince a carte, stravince al Lotto e nasconde i soldi nella fodera del suo paltò. È la fine degli anni Settanta: una quaterna secca sognata, non giocata ma estratta, scatena la febbre di una intera comunità messa a confronto con le leggi del destino. Niente a che vedere con la compulsività delle slot machine, lo straniamento fisico e mentale che vivono oggi i giocatori, la vicinanza all'universo della malavita, il vortice di negatività in cui si precipita dopo aver perso tutto: brucia, brucia il bar Las Vegas, rifugio infernale di Anna, che ora ha solo gli occhi, la bocca e il cuore pieni di cenere. Intanto si accendono le luci della sala Bingo dove donne sole vivono nell'attesa di riscattarsi dal passato, girare pagina, rincorrere un amore che vola sulle ali di una farfalla. Solo che ancora una volta bisognerà misurarsi con il caso, la buona e la cattiva sorte. Frenesia, speranze, illusioni e sconfitte: un racconto declinato al femminile, quello di Marilena Lucente, che esplora il fenomeno del gioco, un mondo popolato di figure inquietanti e dolci al tempo stesso. Si vince e si perde, ci si incontra, ci si detesta, si piange e si ride, si scopre che farcela da sole è impossibile perché "il desiderio, l'amore, la morte: sono questi i tre fottutissimi giochi della vita".

Quelli che vincono, come minimo, perdono la pace

Quello che mi ha accompagnato nel mio viaggio in treno è stato un libricino piccolo ma denso di riflessioni. Come il titolo ci dice parla di giocatrici, di vere e proprie malate del lotto, delle slot machine, del bingo, dei gratta e vinci, di tutto quel sistema che solitamente ci rifila la frasetta di circostanza "gioca responsabilmente" ma che non tiene conto delle vite che ci sono dietro a quei numeri e a quelle monetine grattanti. Tre donne, perchè questo è un libro tutto al femminile, tre storie collegate tra loro dalla malattie del gioco e non solo. Iniziamo con Teresa ceduta dal padre per un debito di gioco ad un marito che non la ama, non la vuole e la chiama La Diavola, un marito che non la conosce e che di lei non sa niente, neanche che gli sfila banconote dalla giacca per giocare a Lotto. Una partita persa in partenza, questo è Teresa, una donna che cerca nel modo sbagliato di dare una svolta alla sua vita e a quella dei figli Anna e Nicola. Una quaterna secca sognata la porta in un vortice discendente, alla ricerca di quella piccola somma da investire. Che cosa è disposta a dare Teresa per averla? Saltiamo qualche anno e troviamo Anna, si quella Anna, cresciuta, sposata e disoccupata, lasciata a casa dall'oggi al domani; nella tristezza della sua solitudine personale e del fallimento Anna si attacca a quelle macchinette del bar Las Vegas, calamite di sogni e distributrici di delusioni. Questo sente Anna, un vuoto, una delusione continua che la spinge a giocare sempre di più, tutto, e ancora e ancora, fino a trovarsi davanti la persona sbagliata. E infine Silvana che ha invece la mania del Bingo, dove arriva accompagnata dall'autista Nicola (si, lui, quel Nicola); Silvana non si è fermata neanche davanti ad una rapina e al ferimento del genero, il Bingo la chiama, nonostante il microcosmo che lo abita.
Quello del gioco è un tema a cui fortunatamente non mi sento vicina (non ho mai capito come funziona il lotto e comunque perdo pure ai solitari, quindi...) eppure la lettura è stata molto coinvolgente. L'autrice ha saputo presentare le sue protagoniste in maniera giusta, proponendo la loro come una vera malattia ma non scusandole, ne sottolinea le colpe, l'incapacità ad uscirne, ma non si nasconde dietro ad una banale scusante. Insomma da alle sue protagoniste meriti e colpe  presenta al lettore lo squallore in cui si sono infilate. Il tutto con una scrittura molto coinvolgente, di quelle che sanno farti entrare nella storia e apprezzare le tante sfaccettature del racconto.
E' un racconto forte ma anche molto sincero, e questo mi è molto piaciuto, perchè non da versioni edulcorate o banali, presenta la vita "malata" di queste tre donne, i limiti che toccano o superano, i sogni che infrangono, ma anche quel pizzico di speranza che comunque rimane.
E' stata una lettura interessante, toccante, che si completa velocemente e che ti lascia un po' di magone al pensiero di quante vite il gioco rovina ogni giorno, quante storie simili si trovano davanti alle slot machine o ad un gratta e vinci.

Alla prossima


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27 aprile 2017

Il mio Tempo di Libri

Di Tempo di Libri se ne è parlato e se ne sta parlando ovunque. Io stessa ve ne ho accennato mercoledì nella Chiacchiera con Laura (ve la siete persa?? Va beh, io faccio finta di niente e voi intanto cliccate QUI). Tuttavia voglio anche io dirvi il mio parere, che non sarà quello dei più professionali e navigati ma quello di chi per la prima volta si trova immersa in un evento di questa portata. Per me, infatti, è stato proprio il primissimo approccio al mondo dei Saloni dei libro e simili, mai stata in quel di Torino (sigh, spiace ma è proprio scomodo per me) né ad eventi minori ma più vicini (ogni anno faccio un pensierino alla Fiera del libro per Ragazzi di Bologna ma il prezzo di ingresso ammazza sempre il mio entusiasmo...). Quindi un paragone non ve lo posso fare ma sinceramente neanche lo farei per il semplice fatto che per me farlo serve a poco e ha poco senso. Tutta la diatriba tra Milano e Torino è stata piuttosto stupida e controproducente da entrambi le parti, che hanno fatto la figura del bambino che porta il pallone al parco giochi e che se non si fa come vuole lui se lo porta via. Orsù signori dell'editoria, grande piccola media, quando si gioca a calcetto è sul campo che si vede il migliore.

Detto questo arriviamo a Rho e a Tempo di Libri, nata in quattro e quattr'otto, francamente pubblicizzata male e gestita un po' così a partire dal programma messo online appena 10 giorni prima, che sembrerà una cavolata ma se uno viene da lontano e si deve organizzare sapere chi ci sarà e quando fa una grande differenza. Ma arriviamo in Fiera, sventoliamo il nostro simpatico accredito blogger che ci permette di entrare gratis (punto a favore che stranamente Torino ha pensato di adottare), salutiamo gli uomini della sicurezza, cortesi ma integerrimi, ed entriamo nei due Padiglioni dedicati alla fiera. Il primo approccio è stato positivo, noi siamo donnine pratiche e per prima cosa abbiamo notato che era caldo ma non eccessivo e che c'era un simpatico Wi-Fi gratuito funzionante, una manna dal cielo che ci ha permesso di fare foto, dirette, chiamarci da un parte all'altra della fiera, vedere come procedevano le lasagne, senza consumare giga ma soprattutto batteria (c'avevo un'ansia da batteria a terra io...). Quindi volete rendere un gruppo di blogger felici e pronte all'acquisto compulsivo? Dateci internet!.

Rosa Teruzzi, Stefano Motta e Massimo Picozzi
L'affluenza non era quella delle grandi occasioni, c'era gente ma pochi assembramenti, i soliti al Libraccio e a quegli incontri con i grandi nomi, Kinsella, Grossman e simili. Lo spazio tra uno stand e l'altro era tanto e quindi suppongo che ciò abbia facilitato i movimenti. Intelligente è stato mettere i firma copie fuori dalle sale degli incontri, così non c'è stata quella confusione tra chi usciva e chi entrava. 
Alcuni stand sono stati meglio gestiti di altri. Tra i promossi metto sicuramente la HarperCollins che, oltre a proporre lo sconto (l'unica!), ha creato tre o quattro punti con le sue pubblicazioni permettendo quindi di girare lo stand senza spintonarsi. Ingestibile invece quello Feltrinelli, preso d'assalto e con poco spazio per muoversi agevolmente. 

Sara Rattaro
Insomma tutto bello? Gne! Va beh, diciamolo subito, i prezzi all'interno per mangiare sono assurdi, ma Laura previdente si è organizzata con panini e pizza (grazie!!). Mentre per il caffè io e La Ropolo (uh poi vi dico chi ho incontrato eh) abbiamo adocchiato una simpaticissima hostess Delonghi che ci ha fornito per due giorni caffè gratis a tutte le ore ed è pure stata così carina da non cacciarci quando la domenica abbiamo occupato mezzo stand distrutte dalla fatica: non so il tuo nome ma grazie!! Insomma, per sopravvivere bisogna un attimo ingegnarsi ma ci si riesce.

Incontro a sorpresa: Cristina Caboni e Laura Ceccacci.
Passiamo agli incontri, io ne ho seguiti pochi, tre o quattro. Alcuni purtroppo si sovrapponevano e quindi si è dovuta fare una scelta di cuore. Sono stati in generali interessanti, non pensanti da seguire e gli autori gentili e molto simpatici sia prima che dopo, pronti a firmare una copia o a fare una foto insieme. Il problema in alcuni casi per me è stato l'abbinamento tra più scrittori che non ha funzionato e in altri chi moderava l'incontro non sempre preparato (lo diciamo? Ma si, qualcuno ha preso lucciole per lanterne, o meglio Don per preti,  dimostrando di non aver letto il libro...). Ecco su questo io me la sento di fare un appunto: va bene tutto, che non si fa solo quello, che magari gli incontri da moderare sono pure tanti, ma sinceramente se non leggi neanche il libro o, peggio, lo saltelli qua e là per fare prima, io mi sento presa in giro. 

Quando si è in famiglia ci si diverte sempre!
In conclusione, io non posso dirvi meglio Torino o meglio Milano, quello che posso dirvi è che mentre Torino mi risulta lontano e scomodo, a Milano posso pensare di andare e tornare, diciamo che è più gestibile. Quello che ho trovato assurdo è la scelta delle date, in mezzo ad un ponte e con il Salone di Torino a meno di un mese, e questo credo sia un punto da rivedere per le future edizioni, magari cercando di collaborare un pochino di più con altre iniziative. 
Io ve lo dico, mi sono divertita un sacco, ho conosciuto tante persone simpatiche, alla fine ero stanca morta ma appagata. Ho comprato tanti libri, pure troppi, ma l'ho fatto felice. Insomma è stata una bellissima settimana che mi ha permesso di vedere finalmente dal vivo persone che finora avevo conosciuto solo virtualmente: Mariarosa alias Chicca, Sabrina e Dolci che ci hanno fatto compagnia nel primo giorno di fiera e che mi hanno aiutata a buttare Laura dentro lo stand della Newton (e non è andato a fuoco... incredibile!); Chiara La Ropolo che è un vulcano di simpatia (Chiaraaaaa, i bambini!!!!!!!); la Bacci, Lea e Anna che, che ve lo dico a fa', sono state la compagnia perfetta in fiera e al pigiama party + Laura; e poi Deborah, alias Scheggia, con il fidanzato santo e paziente munito di maglia di Star Wars, Azzurra di Silenzio, sto leggendo che è stata un tesoro tenendoci alcune borse allo stand della sua casa editrice la Leima Edizioni, Stefania Crepaldi editor anche lei munita di fidanzato paziente e aaaallllto (minchia ma tutti alti siete?? Mi è venuto torcicollo), Anna Rita, alias sua Maestà, alias Appunti di una giovane reader,  Rosaria del blog Niente di personale con cui abbiamo parlato di libri e cercato ovunque Strukul che sembrava sparito nel nulla (da notare che invece i giorni prima era ovunque ci girassimo, bar compreso) e poi Monica Coppola, Alice Basso (giuro che non ti mando più foto di lasagne), Cristina, Amanda, la boss dei #bancarellablogger, rossa più che mai, che ci ha caricato ancora di più di entusiasmo e voglia di fare! Oddio, chi dimentico??? Ah gli uffici stampa!! Francesca Rodella in primis che appena ci ha viste ha urlato in piena fiera "LA FRANZELLITTI!!!", niente qui la statua non basta più, dobbiamo trovare qualcosa di meglio; e finalmente ho potuto conoscere Anna Da Re e Matteo Columbo e, di corsa, Tommaso Gobbi. Insomma tante, tantissime persone che hanno reso queste giornate memorabili. Dimentico di sicuro qualcuno, non abbiatevene a male, ma i miei neuroni devono ancora ripartire. 
Eppure... qualcuno lo dimentico... hmmmmmmm..... ma no Laura, non fare quella faccia che io scherzo!!! Il grazie più grande va a lei, la mia Anima Ciambella, che mi ha accolto, sfamato e traghettato in giro per tutti questi giorni, ma soprattutto insieme a Consorte, Figlio, Cagnoni e Gattucci mi ha fatto sentire a casa. Ciambè grazie!

Alla prossima


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26 aprile 2017

Chiacchiera Speciale Tempo di Libri - Bambini? Quali Bambini?


La Libridinosa: Pinerolo… spazzolini da denti… fragole rubate… quali bambini?... katyperry…

Eliza: hai riassunto il nostro Tempo di Libri?

LL: manca la camera aperta e poi abbiamo detto tutto!

E: beh proprio tutto no…. quanto ci siamo divertite??

LL: talmente tanto che ho scoperto di possedere degli addominali!

E: ah vero! Eri così stupita….

LL: dopo 40 anni di vita sono scoperte che scioccano!

E: senti facciamo un po’ di ordine che se no non ci capiscono niente, già siamo confuse noi di nostro non creiamone di più. Diciamo che il nostro Tempo di Libri è iniziato martedì anche se non siamo andate in fiera.

LL: anche perché in fiera martedì montavano ancora gli stand. Volevi montare gli stand anche tu?

E: siiii!

LL: ti ci vedo proprio, agile e atletica come sei! Ok, martedì sei arrivata e dove sei arrivata? Dillo al mondo!

E: nell’esotica Casalpusterlengo! Fidatevi, lasciate perdere i Caraibi!

LL: Casalpusterlengo, la città in cui la gente ruba dai posaceneri! E come ti ha accolta Consorte?

E: con la carbonara!!!! Gaaaaaaaaa!!! Che porello ci ha sfamate in 6 più figlio per sei giorni e mica con la pasta in bianco: lasagne, pizze, grigliate, torte, fragole (per La Ropolo)!

LL: diciamo che non siamo morte di fame! Però io ho pure perso un chilo e mezzo (Ropolo la sento urlare, sa?!). Lallì, che abbiamo fatto martedì? Io ormai ho i vuoti di memoria!

E: martedì è stata giornata tranquilla e casalinga, anche perchè io ero sveglia dall’alba. Però abbiamo organizzato cose!

LL: praticamente quello che facciamo tutti i giorni al telefono, ma in versione live! Poi è arrivato mercoledì. Ti ricordi mercoledì? Quando ci hanno chiesto: “Ma voi siete le blogger?”

E: sii, e noi ci siamo guardate in faccia nel timore che ci volesse uccidere e invece è stata carinissima! Era la proprietaria del negozio in cui abbiamo fatto stampare le borsine con i loghi (venute benissimo). Ci ha pure regalato i porta penne (penneeeeeee!!!)

LL: occhio che se sbavi ancora un po’ ti disidrati! Allora, abbiamo preso le borsine e poi tu sei tornata a casa a sbavare sul pollo ai pistacchi (hai smesso di mandare foto alla Basso o la stai ancora torturando? E: un po’... lo so sono carogna! Ihihihihhhh)

E: vero, e tu hai fritto!! Che il mondo lo sappia, hai fritto!! (LL: sai che novità! Io non friggo mai mai!) E nel pomeriggio sessione di shopping insieme. Dillo che ti ho vestito bene, come fanno le mamme alle bimbe, un altro po’ e ti facevo mettere il fiocco nei capelli. Però non hai scappottato. Capito? Ecco come si fa a non farti fare figure di melma a Milano o a Savona e a non farti fissare dai maniaci.

LL: mancava solo mi infilassi gli occhi di bue coi calzini bucherellati ed ero perfetta, guarda! E comunque la figura di merda l’ho rimediata parlando! Lì non hai potuto nulla manco tu!

E: i miei poteri hanno un limite… se ci ripenso….Ma prima finiamo col mercoledì. Allora ti ho vestita e poi non sei morta sulla scala mobile (ho le prove filmate, anzi un po’ ci speravo… sai le visualizzazioni? LL: stronza!). Poi siamo andate a Cremona…

LL: e siccome avevamo paura di non trovare libri a Rho, abbiamo fatto un giro in libreria e abbiamo pure comprato! E siamo andate al Tiger (che è di fronte a Mutandalandia, ma non ho comprato pizzo stavolta!) e siamo pure andate a comprare le yankee (avevamo le facce un po’ allucinate, eh?)

E: solo un po’? Abbiamo pure fatto la spesa all’Esselunga e io ne sono uscita traumatizzata…. le vongole in vaschetta sottovuoto… ma che roba è?????

LL: roba di gente che vive in Lombardia e non ha il mare. Poi non mi pare tu sia stata restia a cibartene, eh?!

E: ma è strano!! Da me le vendono in un simpatico retino e fanno vong vong…

LL: noi invece abbiamo le nutrie che fanno nutr nutr. Vuoi ?

E: oh quelle le abbiamo pure noi!

LL: senti, vogliamo parlare di giovedì? Dei calamari? Della bella figura che ho fatto in università? Di quello studente che vive fuori dalla mia porta aspettando che io la apra?

E: cosa devi aprire??? No non rispondere! Ok, giovedì. Siamo andate a Savona (no Genova, capito Laura?)... che mare ragazzi! Io che vivo davanti al ristagno del Mediterraneo ero in piena ammirazione.

LL: senti ristagno… Genova o Savona, sempre Liguria è! Ti ho portata lì, sana e salva nonostante i camionisti stronzi che ci tagliavano la strada (E: ecco, camionista estone, vaffanculo!). E Sara ti ha pure portata a mangiare i calamari che facevano ancora calam calam nel piatto!!

E: uh buoni! E Sara è una grande donna!

LL: una grande donna che ha fatto un grande errore: pensare che io riuscissi a non dire una cretinata davanti ad 80 ventenni

E: ecco dillo alla gente che cosa hai detto (e intanto si lima le unghie al telefono… grat grat grat… oggi siamo onomatopeiche)

LL: e che avrò mai detto? Che la mia camera è aperta a tutti. Senti ciccia o scappotto o dico cretinate, tutto liscio non può filare con me!

E: almeno non hai fatto entrambe le cose, se no quello in quarta fila ce lo trovavamo nel bagagliaio… ciao studente della quarta fila, spero tu ti sia trovato qualcuna nel frattempo o ti sia fatto una doccia fredda (e non diciamolo che al telefono mi hai detto che era pure carino)

LL: io le chiacchiere con te non le faccio più. Vai a fartele con una di quelle che ti salutano calorosamente a Rho

E: carogna! Va beh, almeno il discorso è andato bene, sei stata brava… visto? Pure io so fare i complimenti!

LL: se lo dici tu che sono stata brava… io ho un vuoto totale. Ricordo solo un’anziana in prima fila che stava sempre col cellulare in mano

E: stronza.... io pure ad immortalare l’evento stavo! La prossima volta chiedilo alla ragazza che legge Lorenzo Marone e che aveva gli occhi a cuoricino mentre te lo diceva… io starei attenta…

LL: carina lei! Ah ma eri tu quella anziana in prima fila? Scusa!

E: si ero quella che quando hai detto che camera tua è aperta a tutti ha fatto la faccia la faccia da “che minchia sta dicendo???” e poi ha guardato Sara sbiancare… io io

LL: tu tu, ok! Vabbè, è andata bene, ci siamo divertite, abbiamo mangiato da dio e visto un mare che ce lo sogniamo e poi siamo pure tornate a casa vive! Ed è arrivato venerdì, che per noi è stato l’esordio a Tempo di Libri!

E: e che esordio! Anzi, mi scuso pubblicamente col tipo a cui ho chiesto indicazioni per la metro e a cui poi ho schifato il volantino… scusi, andavo di fretta, stavamo cercando Mariarosa!

LL: schifato? Ancora un po’ e glielo infilavi in gola! E quello che è stato tanto gentile a darci le indicazioni precise al centimetro, mica come Siri che ci diceva di cercare la stella polare. Vabbè, diciamo che il primo giorno ci è servito per capire bene quanto tempo prima partire da casa, dove mollare la macchina senza dover vendere un rene per pagare il posteggio (che a noi i reni servono per la Apple!) e per renderci conto che tra il parcheggio e l’ingresso della fiera c’era il tunnel della morte da attraversare.

E: minchia nella metro mettetecelo un cartello Porta Est! Comune di Rho, ve lo scrivo io con l’Uniposca! Metto pure faccina sorridente… Va beh, abbiamo recuperato Chicca/Mariarosa e viaaaaaa, verso l’ingresso dove scopriamo di non dover cacciare manco un euro! Gioia e giubilo!! E noi subito: ohi 15€ risparmiati… ci si compra un libro in più!! Uno…. crediamoci….

LL: Tu quanti libri avevi detto che avresti comprato? Perché io pensavo di comprarne giusto un paio e sono tornata a casa con dieci-libri-dieci

E: io avevo detto quattro ma pensando “meglio tre” e ne ho presi 5, ma due costano quanto un anno di mantenimento di un treenne….tra il Limone (ossia Tutti i nostri oggi sbagliati) e Passenger sono quasi 40€…

LL: vabbè però noi abbiamo anche l’attenuante di non aver speso assolutamente nulla per cibo e bevande, perché io sono fubba fubba e so che lì dentro per un panino ti chiedono sempre il famoso rene e quindi prevengo!

E: e li fai fare a Consorte

LL: vabbè ma non è che devi sempre puntualizzare ‘sta cosa, sai?

E: diamo a Cesare quel che è di Cesare e a Consorte quel che è di Consorte… si è pure sistemato tutto il giardino!

Laura, Mariarosa e Sabrina alla Newton.
Foto esclusiva!
LL: è anche suo il giardino, eh! Senti Dio, lo diciamo che di Tempo di libri in quanto fiera dell’editoria parleremo singolarmente, analizzando per filo e per segno pure la moquette? Che magari qui pensano di trovare dei discorsi seri e poi ci rimangono male!

E: ah si, qui discorsi seri proprio no! Venerdì poi abbiamo solo girato… e girato e girato! Ah dimenticavo, ti ho lanciato dentro la Newton!

LL: eh… e nonostante ciò sei ancora viva! Pensa a quanto bene ti voglio! La mia faccia era tutta un programma, ma anche quella del tipo che mi ha fissata e mi ha detto: “io so chi sei” non era molto allegra!

E: se lo diceva a me io gli rispondevo “Certo, sono Dio!”

LL: a te questa cosa sta davvero sfuggendo di mano (tipo quando hai sbadigliato in macchina e hai detto: “Eh Gesù santo e benedetto… cioè io”)

E: e salutiamo la CEI! Comunque tranquilli che io non sono manco nella vostra sfera di influenza, manco cresimata, quindi non avete perso nessuna pecorella (LL: beeeeeeee). E comunque tu hai chiamato Dolci (si abbiamo incontrato anche lei e consorte!) e lei ti ha risposto con un "DIVINAAA"... qui iniziano ad esserci troppe divinità!
E dopo la parentesi da scomunica…. che lo diciamo chi abbiamo recuperato in stazione? Ma siii!! Allora, abbiamo salutato Mariarosa che giustamente aveva prenotato le vacanze al lago proprio questo fine settimana e abbiamo recuperato La Ropolo!!!!

LL: scena degna di un film, con lei che scende dal treno e io che le corro incontro! Mancava solo la spiaggia e la musica di sottofondo e potevamo tirare fuori un bel mattone romantico! Ah La Ropolo, la madre dell’anno, la madre delle madri, la donna che, chiusa la porta di casa, ha rimosso completamente dalla mente i suoi figli! Dì dì, Ciambella, a te l’onore!

E: ihihihihhhh!!! In macchina la chiama marito e le fa “Ma gli spazzolini li hai messi in borsa?” e lei “si si, ma per chi mi hai preso! Ho il mio da viaggio”... minuto di silenzio da parte del consorte e “quelli dei bambini…” e lei… “Bambini? Quali bambini??”... ecco, questo Tempo di libri ha avuto questa frase come slogan!

LL: la Ropolo dà sempre grandi soddisfazioni! Riesce a far apparire pure me come una madre decente, pensa te! Comunque, se avete dei bambini da piazzare andate pure a Pinerolo (detto con rigoroso accento piemontese!). Fatto sta che noi la Ropolo la adoriamo e ce la siamo portata a casa e l’abbiamo pure accolta con effluvio di lasagna (sì, fatta da Consorte, ché tanto lo so che poi lo dici tu, tiè!)

E: cavoli, ci mandava pure le foto del sugo! Gaaaaaaaaaaa… E dopo mangiato, stanche da viaggi e giri, ci siamo messe comode… e Chiara a tirato fuori il pigiamino da galeotta!

LL: sembrava Totò in uno dei suoi film migliori: pigiama da galeotta e paresi facciale (‘sta cosa inizia a preoccuparmi, eh!). Senti Lallì, ma quanto abbiamo chiacchierato? Perché io ho tutto un mischione in testa ormai

E: eh un bel pezzetto… poi siamo svenute a letto! Anche perchè il meglio doveva ancora venire… anzi partire da quel di Pordenone!

LL: scusa, il meglio sarebbe la Bacci? No, perché io avrei da contestare in questo caso!

E: ma carogna sei! Il meglio nel senso che il sabato eravamo taaaante di più!

Fine Parte 1! Per la seconda parte andate dalla Libridinosa QUI!


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18 aprile 2017

Recensione: I Medici. Una dinastia al potere - Matteo Strukul

Buongiorno lettori!
Finalmente il 18 è arrivato e, mentre voi leggete qui, io sto salendo su un treno che mi porterà da Laura! Sarà una settimana delirante e visto che staremo tanto in giro ho pensato di preparare per voi qualche post. Oggi in particolare riprendiamo il discorso del Premio Bancarella perchè vi proporrò la recensione di un altro dei libri finalisti della 65^ edizione, I Medici. Una dinastia al potere di Matteo Strukul.

I Medici. Una dinastia al potere
di Matteo Strukul
Newton Compton Editori | Nuova Narrativa Newton | 382 pagine
ebook €2,99 | cartaceo €9,90
13 ottobre 2016 | scheda Newton Compton

Trama
Firenze, 1429. Alla morte del patriarca Giovanni de' Medici, i figli Cosimo e Lorenzo si trovano a capo di un autentico impero finanziario, ma, al tempo stesso, accerchiati da nemici giurati come Rinaldo degli Albizzi e Palla Strozzi, esponenti delle più potenti famiglie fiorentine. In modo intelligente e spregiudicato i due fratelli conquistano il potere politico, bilanciando uno spietato senso degli affari con l'amore per l'arte e la cultura. Mentre i lavori per la realizzazione della cupola di Santa Maria del Fiore procedono sotto la direzione di Filippo Brunelleschi, gli avversari di sempre continuano a tessere le loro trame. Fra loro c'è anche una donna d'infinita bellezza, ma dal fascino maledetto, capace di ghermire il cuore di un uomo. Nell'arco di quattro anni, dopo essere sfuggito a una serie di cospirazioni, alla peste e alla guerra contro Lucca, Cosimo finirà in prigione, rischiando la condanna a morte. Fra omicidi, tradimenti e giochi di palazzo, questo romanzo narra la saga della famiglia più potente del Rinascimento, l'inizio della sua ascesa alla Signoria fiorentina, in una ridda di intrighi e colpi di scena che vedono come protagonisti capitani di ventura senza scrupoli, fatali avvelenatrici, mercenari svizzeri sanguinari...

Quanto si è parlato dei Medici quest'anno? Tanto, tantissimo, grazie anche alla serie tv andata in onda sulla Rai e che, da quanto ho letto in giro, ci allieterà (insieme a 'sta benedetta cupola) con una seconda stagione. Ma naturalmente non possiamo non parlare dei libri di Matteo Strukul, in particolare del primo, inserito nella sestina finalista del Premio Bancarella. In questo primo libro della  trilogia dedicata alla famiglia fiorentina vediamo più che la nascita il consolidarsi del potere mediceo su Firenze. Protagonisti di tutto ciò Cosimo e Lorenzo.

Ammetto che ho iniziato con qualche fatica questo libro, non per il genere o la scrittura, ma per la quantità di nomi che ci vengono proposti. Mi ci è voluta più di qualche pagina per capire chi era chi, chi con chi, chi contro di chi. Questa non vuole essere una critica ma un dato di fatto dovuto anche alle mie scarse conoscenze su questo periodo storico (conoscenze che risalgono al liceo... il primo che fa i conti degli anni passati lo picchio!). Mea culpa, ricordavo veramente poco, talmente tanto che ad un certo punto mi era venuto pure il dubbio su Lorenzo... non era quel Lorenzo?? No, tranquilli, poi ho fatto due conti e non ci tornavo con le date e quel Lorenzo spunterà fuori due generazioni dopo.
Una volta entrata un po' nel racconto mi sono proprio appassionata alle vicende di Cosimo e Contessina, dimenticando un po' anche lo sguardo critico che di solito mi accompagna nelle letture. Mettiamola così, mi sono goduta la lettura, mi sono appassionata alle vicende narrate e soprattutto ai personaggi, storici o inventati che fossero. Non nego che fossi partita con qualche preconcetto. Sapete come funziona: se ne parla tanto in giro, si leggono pareri esclusivamente entusiasti... insomma, ero sull'attenti, pronta a vedere se tutto ciò fosse reale o meno. E invece è stata proprio una bella lettura, avvincente e appassionante, che ti fa assolutamente venir voglia di continuare la trilogia.
Per quanto riguarda la realtà storica io non so fino a che punto ci sia di reale e di romanzato, ma francamente non ho sentito la necessità di pormi questo problema, mi sono semplicemente abbandonata ad una bella lettura.

Alla prossima



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15 aprile 2017

Questa volta ti segnalo... #45

Buongiorno lettori,
Pasqua oramai è arrivata e speriamo faccia presto ad andarsene. Mica per niente, ma oramai il conto alla rovescia è agli sgoccioli e martedì si parte alla volta di casa Libridinosa, di Tempo di Libri e... di Savona dove faremo una piccola trasferta di cui vi parleremo.
Ma oggi vi lascio con qualche segnalazione arrivata nella mia casella postale...


I sogni di Martino Sterio
di Giulia Xhaët
Mondadori Electa | ElectaYoung | 276 pagine
cartaceo €16,90
11 aprile 2017


Trama. E se il racconto più famoso al mondo, una di quelle fiabe che vi hanno raccontato più volte da piccoli, nascondesse un segreto terribile? È a questa domanda che il giovane Martino deve trovare risposta. Altrimenti finirà prigioniero dei suoi stessi sogni, che da qualche tempo lo vedono protagonista di bizzarre versioni di Alice nel Paese delle Meraviglie e Attraverso lo Specchio. Sophie, una misteriosa francese in Erasmus, spiega a Martino come le opere di Lewis Carroll possano rivelarsi testi maledetti, attraverso un'oscura profezia nascosta da generazioni. Se fosse la verità, le persone inizierebbero a "vivere i propri sogni e sognare la propria vita", contagiandosi a vicenda nella condizione di "senz'anima". Sarà l'inizio di un'incredibile avventura che porterà un manipolo di ragazzi nei meandri di un paese sperduto d'Inghilterra. Dove leggende dimenticate e legami famigliari inaspettati troveranno un epilogo sconvolgente. Tra giochi linguistici, invenzioni surreali e scenari onirici, "I sogni di Martino Sterio" è un viaggio alla scoperta del potere dei nostri sogni e delle nostre fantasie.


Il profumo dei fiori di ciliegio
di Chiara Trabalza
Selfpublishing | 312 pagine
ebook €1,99
2 aprile 2017

Scheda Amazon

Trama. Alice ha trent'anni, meravigliosi occhi verdi pieni di segreti e un passato doloroso che le ha lasciato molte cicatrici. Quando il dolore diventa troppo grande da sopportare, scappa via dalla sua casa e dalla sua vita, per rifugiarsi nella piccola Positano, dove vive sua nonna. E qui, dove l'aria è intrisa del profumo dei glicini e dei limoni e dove il mare parla al suo animo inquieto, Alice incontra Luca, un uomo schivo e solitario che sembra volerla evitare e tenere alla larga. Ma anche Luca nasconde un segreto doloroso, perseguitato dai fantasmi di un passato che si rifiuta di affrontare, ha chiuso le porte delle sue emozioni, per proteggersi da ferite nascoste che ancora sanguinano. Solo Alice riesce a toccargli il cuore. Quando lui la guarda incontra gli occhi più belli che abbia mai visto in tutta la sua vita, occhi profondi che sembrano capaci di capire i suoi tormenti. Occhi in grado di farlo innamorare. Ma, per ricominciare ad amare, Luca e Alice dovranno affrontare le loro paure, lasciarsi il passato alle spalle e imparare a guardare di nuovo l'amore negli occhi, prima di rischiare di perdersi.
Una storia di dolore e speranza, di ferite e promesse, di fragilità e forza, di sofferenza e rinascita. Una storia d'amore romantica, dolce e intensa. Perché anche dalle cicatrici possono nascere un paio di ali per ricominciare a volare. 
Bisogna attraversare la tempesta per tornare a vedere le stelle.
Qualche volta succede che, per quanto due anime cercano di sfuggirsi e di restare a distanza, se è scritto che devono stare insieme alla fine si incontreranno inevitabilmente. Non si può lottare troppo a lungo contro la naturale forza dell'attrazione. Non si può resistere per troppo tempo al richiamo del cuore.


I guardiani dell'isola perduta
di Stefano Santarsiere
Newton Compton | Nuova Narrativa Newton | 381 pagine
ebook €2,99 | cartaceo €7,90
16 marzo 2017


Trama. Una scossa improvvisa giunge nella vita di Charles Fort, giornalista appassionato di misteri. Il suo amico Luca Bonanni è morto in un incidente stradale e proprio lui viene convocato dalle autorità per riconoscerne il corpo. Ma le sorprese che lo attendono non sono poche: la compagna di Bonanni, Selena, sospetta un'altra causa di morte e lo contatta per chiedergli aiuto. Ha con sé una valigia lasciata dall'uomo piena di oggetti provenienti da relitti inabissatisi nel Pacifico e che nessuno, in teoria, potrebbe aver recuperato. Le domande sono tante: cosa lega il contenuto della valigia alle ultime ricerche di Bonanni? Da cosa dipendevano i suoi timori negli ultimi giorni prima dell'incidente? E soprattutto, chi o cosa sono gli hermanos del mar che cercava lungo le coste messicane e poi nell'arcipelago delle Fiji? Per risolvere i tanti misteri, Charles Fort e Selena si spingeranno dall'altra parte del mondo, trovandosi alle soglie di una scoperta scioccante che unisce le ipotesi sull'esistenza di misteriose creature degli oceani agli affari di una spietata multinazionale...

Alla prossima

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10 aprile 2017

Recensione: L'amore addosso - Sara Rattaro

Buon lunedì lettori!
Oggi entriamo nella settimana pasquale, bisogna che mi dia una mossa visto che non ho ancora preso manco un'ovetto Kinder. Ma, a parte che a me la Pasqua non mi ha mai più di tanto affascinata (tutti 'sti pulcini in giro e poi quei poveri agnellini....), sinceramente il mio conto alla rovescia è spostato di un paio di giorni, al 18. Giuro non vedo l'ora, rivedo Laura, ho bisogno di staccare qualche giorno, andiamo a Tempo di libri... insomma se le feste si dessero una mossa a passare sarei ben felice. E proprio a Tempo di Libri sarà presente l'autrice del libro di cui vi parlo oggi, L'amore addosso di Sara Rattaro.

L'amore addosso
di Sara Rattaro
Sperling & Kupfer | Pandora | 240 pagine
ebook €9,99 | cartaceo €16,90
21 marzo 2017 | scheda Sperling & Kupfer

Trama
Una giovane donna attende con ansia fuori da una stanza d'ospedale. È stata lei ad accompagnare lì d'urgenza l'uomo che ora è ricoverato in gravi condizioni. È stata lei a soccorrerlo in spiaggia, mentre passava per caso, dice. Non dice - non può farlo - che invece erano insieme, che sono amanti. Lo stesso giorno, in un'altra ala dell'ospedale, una donna è in attesa di notizie sul marito, vittima di un incidente d'auto. Non era con lui al momento dell'impatto; non era rintracciabile mentre la famiglia, da ore, cercava di mettersi in contatto con lei. E adesso, quando la informano che in macchina con il marito cera una sconosciuta, non sembra affatto stupita. La prima donna è Giulia. La seconda è ancora Giulia. E il destino, con la sua ironia, ha scelto proprio quel giorno per fare entrare in collisione le due metà della sua vita: da una parte, quella in cui è, o sembra, una moglie fortunata e una figlia devota; dall'altra, quella in cui vive di nascosto una passione assoluta e sfugge al perbenismo di sua madre - alle ipocrisie, ai non detti, a una verità inconfessabile. Una verità che perseguita Giulia come una spina sotto pelle; un segreto che fa di lei quell'essere così tormentato e unico, luminoso e buio; un vuoto d'amore che si porta addosso come una presenza ingombrante, un caos che può soltanto esplodere. Perché l'amore è una voce che non puoi zittire e una forza che non puoi arrestare. L'unica spinta che può riportarti a ciò che sei veramente.

"E' sempre bello innamorarsi. Si, è sempre bello anche se non puoi vivere l'amore, se ti devi nascondere o se sai che da adesso in poi non dormirai più. Ma, nonostante le avvertenze scritte in rosso, ti senti appagato, vivo e così giovane da pensare di ipotecarti ancora il futuro. Perché a innamorarsi e a fare follie non sei quasi mai tu, ma la parte migliore di te, e questa a volte sembra essere più che sufficiente per infilarsi in un mare di guai."

Alla parola tradimento che si pensa? Lui, lei, l'altra. Un'equazione piuttosto scontata, ovvia, ma, ammettiamolo, anche naturale. Il tradimento da manuale viene in genere dal partner, dal marito, dalla moglie, da colui o colei cui si è deciso di donare il proprio cuore. Eppure esistono tanti tipi di tradimento, perfino quello che in pochi concepiscono, quello di una madre per una figlia. Così è per Giulia, una donna dalla vita esteriore perfetta, moglie di un uomo meraviglioso, simpatico, ricco, un bel lavoro, una bella casa. Ma se si guarda con attenzione Giulia ha in se un urlo di rabbia, di dolore immenso, un urlo che sua madre provvede da sempre a chiudere e sopire nella figlia. Così è cresciuta Giulia, con una madre che pur di mantenere le apparenze ha fatto il peggior atto che potesse fare, l'ha ingannata, tradita, le ha mentito.

Giulia non ha mai potuto scegliere, nelle piccole come nelle grandi cose, non ha mai potuto cercare la felicità, dovendosi accontentare di quello che la madre le imponeva, anche quel marito tanto perfetto che però ad un certo punto lei sente più come amico che come amore. Perché l'Amore, quello con la A maiuscola, Giulia lo trova da sola, nel momento più inaspettato, e lo trova in Federico, già marito e padre. Ma si sa, il destino è capriccioso e si diverte a giocare con i fili delle nostre vite, e così un giorno, in un ospedale fa incontrare le due vite di Giulia, quella di moglie devota e quella di amante innamorata: Federico si sente male proprio mentre è in spiaggia con lei e viene ricoverato d'urgenza, Emanuele, il marito, ha un incidente in auto e viene portato nello stesso Pronto Soccorso. Qui ha inizio il nuovo libro di Sara Rattaro, qui davanti all'ineluttabilità della vita e ai frutti delle nostre e delle altrui azioni, davanti ad una protagonista in perenne lotta con tutto, con la madre, con il marito,  con la sorella, con il proprio senso di colpa. E in quell'ospedale Giulia si trova anche davanti al dolore di Flavia, la moglie di Federico, un dolore che lei non concepiva, non pensava potesse esistere.

Il tradimento è ovviamente al centro di questo romanzo, ma l'autrice non si limita a grattarne la superficie e ce lo mostra sotto tanti punti di vista: il tradimento di una madre convinta di essere perfetta, quello di una madre troppo debole, quello di un marito burattino pronto a dare una svolta alla propria vita, quello di una moglie senza una propria identità e alla ricerca di una via di fuga. E del tradimento ci mostra anche gli effetti, le ripercussioni, i danni, i fraintendimenti, andando a creare un reticolo di personaggi e di emozioni fitto fitto. Ogni pagina, ogni riga è pronta a darci qualcosa, a svelare un aspetto dell'animo umano e a farci fare anche una piccola analisi personale.

Bellissimo questo romanzo! Ti fa provare tante emozioni tutte insieme. Ti fa compiere un viaggio nella vita di Giulia e ti fa provare tanta rabbia, di quella che ti prende alla bocca dello stomaco, per il suo dolore, per le sue rinunce, per quella lettera che ribalta tutta la situazione, per quella madre che la limita e la chiude in gabbia, per quel bambino. E poi, un attimo dopo, inizi a provare rabbia anche nei suoi confronti, per le bugie, per il non sapersi opporre, perchè tu al posto suo te ne saresti andata in quella casa sulla spiaggia. Ma anche qui, ci ragioni un attimo e sai che non è giusto giudicarla più di quanto non faccia lei stessa. Ora capite che intendo? E' un romanzo forte, che ti trascina e ti strattona, è un romanzo "in corsa" che cresce e si fa scoprire, così come la protagonista.
Va beh, lo avete capito, mi è piaciuto, mi è piaciuto tanto, ve lo consiglio con tutto il cuore: andate e incontrate Giulia, assaporate la sua storia, perchè io anche ora, rileggendo questa recensione, ripenso a lei e al suo urlo e spero di sentirlo più vivo e forte che mai.

Alla prossima




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8 aprile 2017

Recensione: Carciofi alla giudia - Elisabetta Fiorito

Buongiorno lettori,
e buon sabato. Oggi vi parlerò di un libro appena uscito per Mondadori, che ringrazio per la copia che gentilmente mi ha messo a disposizione. Si tratta di Carciofi alla giudia di Elisabetta Fiorito.

Carciofi alla giudia
di Elisabetta Fiorito
Mondadori | Omnibus | 271 pagine
ebook €9,99 | cartaceo €18,00
4 aprile 2017 | scheda Mondadori

Trama
Rosamaria è una donna piena di risorse. Single impenitente, razionalista, illuminista, ha perseguito con determinazione le sue passioni, ha rifiutato di impiegarsi nell'azienda di famiglia ed è diventata regista teatrale, con tutta la fatica che ciò comporta in tempi di crisi e di tagli alla cultura. Uno dei suoi motti è: "troppa religione fa male, qualunque essa sia". Peccato che poi si sia innamorata di David, di famiglia ebraica tripolina osservante, da cui ora, a quarantadue anni, aspetta il piccolo Arturo. Rosamaria vive tra due fuochi: gli Shabbat e i pasti rigorosamente kasher con la famiglia del compagno e i pranzi domenicali molto romaneschi e tendenzialmente impuri preparati invece da sua madre, che, abituata ai modi spicci e all'autonomia della figlia, mal sopporta di vederla così arrendevole nei confronti del compagno. I Cecchiarelli e i Fellus formano loro malgrado una famiglia allargata chiassosa e impegnativa, nella quale Rosamaria - il neonato in braccio, la sceneggiatura di una nuova commedia in borsa - si muove con grazia e concretezza, senza prendersi mai troppo sul serio, cercando di rendere tutti quanti felici. Sullo sfondo, la crisi economica ormai endemica che qualche anno prima ha portato al fallimento il mobilificio della famiglia Cecchiarelli. Da allora, il fratello maggiore di Rosamaria - forse responsabile del tracollo - ha fatto perdere le sue tracce, ma le ricerche continuano.


Già era difficile vivere una religione ma due erano veramente troppe.

Rosamaria è una donna di 42 anni della Roma bene, quella che ha fatto i soldi con l'azienda di famiglia e di cui poi la crisi ha piano piano eroso le finanze. Ma Rosamaria non ha mai voluto lavorare nella ditta di famiglia e, testarda più che mai, ha studiato al Dams e ora fa la registra teatrale.
David è tripolino, nato in quella Tripoli ancora florida e benestante, in cui gli italiani facevano la bella vita e da cui nel 1967 sono dovuti scappare in tutta fretta. 
Atea-cattolico-buddista lei (che non ha mai saputo scegliere la sua direzione religiosa), ebreo osservante lui, aspettano un bambino. 
Loro sono i protagonisti di questo romanzo molto particolare che, con sguardo ironico e realistico, ci racconta dell'unione di due famiglie, una ebrea, ma ebrea romana, e l'altra cattolica, di quel cattolicesimo di comodo che si pratica alle feste comandate e poco più. Due culture tanto vicine e in contatto, tanto lontane negli aspetti più quotidiani. Da una parte i pasti rigorosamente kasher e lo Yom Kippur (il giorno del digiuno), dall'altra quelli tipicamente romaneschi che di puro hanno giusto l'amaro alla fine; e ancora da una parte le festività che si susseguono una dopo l'altra, dall'altra le feste comandate. Neanche la Pasqua comune ad entrambi le religioni è la stessa, vista come un privarsi di tutto da parte del popolo eletto, persino del lievito, e come un premiarsi con tutto dai cattolici capitolini. Tanto che forse giusto davanti ad un classico piatto di carciofi alla giudia le due anime religiose romane finalmente si incontrano. 

E' un romanzo che mi ha colpito per essere del tutto diverso da quello che immaginavo, per il suo saper parlare in maniera naturale della vita di due famiglie comuni, delle loro gioie e dolori, dell'arrivo di un nuovo nato e della scomparsa di un persona cara, ma anche di una Roma passata e presente, di una Tripoli bella e viva e poi calpestata dalla guerra civile; mette in piazza i pregiudizi, da una parte e dall'altra, su ebrei, romani, conflitto israeliano-palestinese e lo fa con uno spirito e un guizzo del tutto unico. 
Elisabetta Fiorito ci racconta di quella generazione che ha lottato, che si è costruita da sola, che ha saputo ripartire più volte ma che non ha mai mollato; e poi ci racconta dei figli di questa generazione, a cavallo tra passato e presente, che andavano in vacanza ai lidi durante estati sempre uguali, che avevano un futuro davanti, che la crisi non sapevano neanche che faccia avesse. Gli stessi che ora si trovano a dover cambiare lavoro dall'oggi al domani, magari ad aprire un ristorante on the beach, o ad escogitare un gesto definitivo per alleviare il contraccolpo sulla famiglia. E' interessante come in un romanzo non lunghissimo l'autrice sia riuscita a darci uno spaccato della società romana e dell'enclave ebraica così attento e vivo, ma anche un quadro di un popolo abituato a non sentirsi mai a casa, a provenire sempre da un altrove via via diverso, a lottare per un striscia di terra e a far sentire la propria voce alle potenze internazionali. 
E poi il finale, che strazia il cuore e si estrania da tutto, dai conflitti, dai pregiudizi, dalle decisioni da prendere e che ti fa riflettere su tutto quello che hai letto e su quello che hai appena visto in tv, e ti fa pensare che poi più di tanto dal passato non abbiamo imparato.

Alla prossima

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6 aprile 2017

La Classifichella di Marzo


Buon venerdì lettori!
Aprile è iniziato da qualche giorno APRILEEEEEEEEE è APRIIIIIIILEEEEEEEE!!! e io e Laura torniamo con La Classifichella, la classifica di ogni ciambella (belli i nostri titoli! dillo che li scegli tu, che io mi vergogno!). 

Questo mese mica è facile fare una classifica dei libri letti a marzo, cazzarola tanti bei libri! Ti stai lamentando? Con qualche felice ritorno (Rocco!!) e qualche bella scoperta nuova nuova. Merito mio! Mio mio mio!
  1. La sposa scomparsa - Rosa Teruzzi
  2. Tutta colpa della mia impazienza - Virginia Bramati
  3. Era di Maggio - Antonio Manzini
  4. Morivamo di freddo - Rosalia Messina
  5. Assalto a Villa del Lieto Tramonto - Minna Lindgren
  6. Intrigo italiano - Carlo Lucarelli
  7. Carry on - Rainbow Rowell
  8. La locanda dell'ultima solitudine - Alessandro Barbaglia
  9. La lettrice scomparsa - Fabio Stassi
Aaaaah brava la mia Ciambella che dopo qualche minuto dal mio suggerimento ha finalmente letto il libro della Teruzzi! Sei stata veloce! Brava!
Laura però ha avuto un'altra ideuzza (brava Ciambella, così ti voglio, produttiva m'hai presa per la Nestlè?): ogni mese eleggeremo anche la copertina più bella! Per marzo non ho dubbi... Io voglio quel libro e quella copertina!


E ora tutti da Laura, op op swish swish!

Alla prossima


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5 aprile 2017

Recensione: La prima operazione della Squadra speciale minestrina in brodo - Roberto Centazzo

Buongiorno lettori,
ieri ho terminato, senza non poche perplessità, La prima operazione della Squadra speciale minestrina in brodo di Roberto Centazzo. Il libro fa parte di quella serie di libri che io e altre blogger abbiamo sparpagliato per l'Italia e ora ripartirà per una nuova tappa.

La prima operazione della Squadra speciale minestrina in brodo
di Roberto Centazzo
Tea | Narrativa Tea | 247 pagine
ebook €7,99 | cartaceo €14,00
4 febbraio 2016 | scheda Tea

Trama
Ferruccio Pammattone, ex sostituto commissario e vice dirigente alla Squadra mobile, Eugenio Mignogna, ex sovrintendente alla Scientifica, Luc (e non Luca per un errore dell'impiegato all'anagrafe) Santoro, ex assistente capo all'Immigrazione, hanno molte cose in comune: sono amici da una vita, si sono arruolati insieme nel lontano 1975 e sono stati appena congedati per raggiunti limiti d'età. Ma alla pensione non possono e non vogliono abituarsi. Si annoiano. Così, mentre chiacchierano sul lungomare di Genova, pensano che potrebbero rimettersi subito in azione, per dedicarsi finalmente a tutti quei casi che, per un motivo o per l'altro, non hanno mai potuto affrontare quando erano in servizio. Adesso, finalmente, non devono rendere conto a nessuno, soltanto alla loro coscienza che li spinge a indagare, al loro stomaco che s'infiamma alla vista di un wurstel e alla loro prostata che reclama una sosta. Ferruccio Pammattone nome in codice Semolino (se mangia pesante si riempie di macchie rosse ed è costretto a una dieta durissima), Eugenio Mignogna nome in codice Kukident (per festeggiare la pensione si è regalato una smagliante dentiera) e Luc Santoro nome in codice Maalox (soffre di atroci bruciori di stomaco) diventano la "Squadra speciale Minestrina in brodo".

Niente, la scintilla non è scattata. Mi spiace, perchè avevo alte aspettative e, da quello che leggevo in giro, pensavo fosse un libro adatto a me, invece niente. Per carità Semolino, Kukident e Maalox, al secolo Pammattone, Mignogna e Santoro, sono stata una bella compagnia, divertenti, eppure non ho trovato la storia così avvincente.
Prima di tutto per 100 pagine e passa (ma chi le ha contate) succede poco dal punto di vista della storia vera e propria: vengono presentati i personaggi, un po' la situazione ma il racconto non decolla e si dipana tra una capitolo utile e interessante e l'altro che invece poteva anche essere saltato. Per carità, la parte iniziale, l'introduzione, il quadro della situazione ci stata, ma circa 130 pagine su 247 mi sembra un po' troppo.
Quando la storia entra nel vivo, poi, si è interessante, divertente, anche se personalmente l'ho trovata un po' ingenua.

La parte del leone la fanno ovviamente i tre protagonisti, questi tre neo pensionati, ex poliziotti, che non si rassegnano alla vita da pensionati, alle chiacchiere da bar e alla vita tranquilla. Certo, finché ci sono stati gli appostamenti, la burocrazia, le nottate in bianco e i pranzi frugali, ci si lamentava, ma ora tutto questo manca loro. Ci provano, cercano di cambiare le loro abitudini, di allontanarsi da quel palazzo della Questura che sembra richiamarli come una sirena, ma non c'è niente da fare. La tentazione dell'indagine è troppo forte. Mi sono piaciuti questi tre ex poliziotti che proprio vecchietti non sono, anzi, hanno ancora il cipiglio di una volta. Eppure anche qui, sono entrata poco in sintonia con loro e con il loro continuo lamentarsi dei malfunzionamenti dello Stato e della polizia e anche con la loro visione della vita del tutto personale ma poco affine al mio. E poi le donne.... non ho capito come fanno ma calamitano le donne (soprattutto Pammattone) ma non ho ancora capito che cosa ci veda in loro il genere femminile. Mah...

Non lo so, mi aspettavo di più, ma soprattutto qualcosa di diverso, con più indagine e meno lamentele, con più divertimento e meno camper. L'indagine poi, quando appare, mi è sembrata debole e poco consistente.
Peccato...

Alla prossima

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4 aprile 2017

In Agenda per Aprile


Buongiorno lettori!
Aprile è iniziato da qualche giorno e credo sia tempo di vedere cosa uscirà nel mese. Vi ricordo che per queste e tante altre uscite c'è sempre il Calendario delle Uscite.


Carciofi alla giudia
di Elisabetta Fiorito
Mondadori | Omnibus | 271 pagine
ebook €9,99 | cartaceo €18,00
4 aprile 2017

Scheda Mondadori


Trama. Rosamaria è una donna piena di risorse. Single impenitente, razionalista, illuminista, ha perseguito con determinazione le sue passioni, ha rifiutato di impiegarsi nell'azienda di famiglia ed è diventata regista teatrale, con tutta la fatica che ciò comporta in tempi di crisi e di tagli alla cultura. Uno dei suoi motti è: "troppa religione fa male, qualunque essa sia". Peccato che poi si sia innamorata di David, di famiglia ebraica tripolina osservante, da cui ora, a quarantadue anni, aspetta il piccolo Arturo. Rosamaria vive tra due fuochi: gli Shabbat e i pasti rigorosamente kasher con la famiglia del compagno e i pranzi domenicali molto romaneschi e tendenzialmente impuri preparati invece da sua madre, che, abituata ai modi spicci e all'autonomia della figlia, mal sopporta di vederla così arrendevole nei confronti del compagno. I Cecchiarelli e i Fellus formano loro malgrado una famiglia allargata chiassosa e impegnativa, nella quale Rosamaria - il neonato in braccio, la sceneggiatura di una nuova commedia in borsa - si muove con grazia e concretezza, senza prendersi mai troppo sul serio, cercando di rendere tutti quanti felici. Sullo sfondo, la crisi economica ormai endemica che qualche anno prima ha portato al fallimento il mobilificio della famiglia Cecchiarelli. Da allora, il fratello maggiore di Rosamaria - forse responsabile del tracollo - ha fatto perdere le sue tracce, ma le ricerche continuano.


Prove di sopravvivenza per una famiglia felice
di Maddie Dawson
Giunti | A | 432 pagine
ebook €9,99 | cartaceo €18,00
5 aprile 2017

Scheda Giunti

Trama. A 35 anni Nina Popkin ha un conto aperto con il destino: non solo è stata mollata dal marito, che a tempo di record si è rifatto una famiglia nuova di zecca, ma ha appena perso anche la madre adottiva, l'unica persona da cui si sentiva veramente amata. Finché non le capita tra le mani una vecchia fotografia che la ritrae nelle braccia della sua mamma naturale; a margine, l'indirizzo del convento dove è stata data in adozione. Per Nina è un segno del cielo: forse è arrivato il tempo di smettere di fantasticare di essere la figlia di Lady D e seguire le tracce della donna che l'ha data alla luce. Lindy McIntyre invece ha un'esistenza pressoché perfetta, un bel marito, tre figli e un prestigioso salone di bellezza, e l'ultima cosa di cui ha bisogno è che una svitata come Nina faccia irruzione nella sua quiete annunciandole che è sua sorella e tentando di coinvolgerla nella ricerca delle loro origini. Ma chi è e come vive Phoebe Mullen, la donna che le ha messe al mondo per poi sparire dalle loro vite?


La casa delle bambole
di Fiona Davis
HarperCollins Italia | 295 pagine
ebook €9,99 | cartaceo €18,00
6 aprile 2017


Trama. New York, 1952. Quando arriva al Barbizon Hotel subito dopo aver ritirato il modulo per iscriversi alla scuola per segretarie d'azienda, Darby McLaughlin è tutto ciò che le altre ospiti della nota pensione per signorine non sono: semplice e timida, ha la costante sensazione di essere fuori posto... e nessuna di quelle ragazze, tutte sofisticate modelle di una nota agenzia, sembra bendisposta nei suoi confronti. L'unica amica è Esme, la cameriera, che le apre le porte degli equivoci jazz club newyorkesi in cui la musica è potente come l'eroina che vi scorre a fiumi, le fa conoscere il ritmo trascinante del bebop, le fa balenare davanti agli occhi la possibilità di trovare l'amore... New York, 2016. Il Barbizon Hotel è stato convertito in condominio e delle ospiti di un tempo non è quasi rimasta traccia. La storia del coinvolgimento di una di loro in una tragica lite con una cameriera dell'albergo negli anni Cinquanta echeggia ancora tra le mura dell'edificio, insieme alla musica malinconica che filtra dall'appartamento dell'anziana signorina McLaughlin. È una combinazione irresistibile per Rose Lewin, una giovane reporter che si è trasferita lì di recente. Ma a poco a poco, la curiosità si trasforma in ossessione, le indagini assumono contorni sempre più torbidi e discutibili. E la verità che emerge lascia un segno indelebile su entrambe le donne.



Nel profondo della foresta
di Holly Black
Mondadori | Chrysalide | 252 pagine
ebook €6,99 | cartaceo €18,00
11 aprile 2017

Scheda Mondadori


Trama. Nel profondo della foresta c'era una bara di vetro che giaceva sulla nuda terra.
Dentro vi riposava un ragazzo con le corna in testa e orecchie affilate come coltelli... Hazel e il fratello Ben sono cresciuti a Fairfold, una piccola città dove, da tempo, gli umani hanno imparato a convivere pacificamente con le creature fatate della vicina foresta. Un posto diventato meta di tanti turisti curiosi, attratti dalle magie che qui hanno luogo ma in particolare dal ragazzo con le corna che riposa dentro una bara di vetro, la meraviglia più grande di tutte.
Affascinati fin da bambini da questa presenza misteriosa, Hazel e Ben hanno provato più e più volte a immaginarne la storia. Nelle loro fantasie il giovane era a volte un principe dal cuore nobile e dalla natura buona e generosa, e altre un essere crudele e spietato.
Ora che è cresciuta, però, Hazel pensa che sia arrivato il momento di accantonare tutte quelle fantasie infantili accettando il fatto che, per quanto lo abbia desiderato a lungo con tutta se stessa, il ragazzo con le corna non si sveglierà mai.
Un giorno, però, quello che sembrava impossibile accade... sconvolgendo la vita della ragazza, di suo fratello e della loro città.
Fiaba moderna dalle sfumature dark, appassionante e ricca di colpi di scena, Nel profondo della foresta segna il ritorno di Holly Black ai romanzi delle origini che l'hanno fatta conoscere, e amare, dai lettori.



Pazza idea
di Caroline Bongrand
Rizzoli | Rizzoli Narrativa | 
ebook € 9,99 | cartaceo €17,00
13 aprile 2017

Scheda Amazon


Trama. Un uomo, una donna, quarantenni, parigini. Non ci sono nomi. Si conoscono a una colazione di lavoro. Si piacciono, si rivedono, si danno del lei, scambiano sms sempre più intimi. Si innamorano perdutamente. Ma sono entrambi sposati, ci sono dei figli, e nessuno vuole mettere in pericolo la propria famiglia. «Non faranno mai l'amore, mai. Erano d'accordo.» Un patto folle, che li vede incontrarsi per un caffè, a cena, al cinema, a passeggio per la città. Conversano, ma spesso si ritrovano in silenzio, basta guardarsi e sapere di esserci, insieme, basta sfiorarsi o baciarsi. Potrebbe essere la soluzione perfetta, rinascere in un amore che si priva del corpo e che lascia libera la fantasia e i sogni. E lei ora è rinata, e rinasce a ogni trillo del telefono, sboccia sotto le parole e le carezze di un uomo nuovo, esce dal torpore di un matrimonio di cui è rimasto molto poco. Ma non è controllabile questo desiderio improvviso che un giorno dopo l'altro si fa ossessione, bisogno prepotente di mescolarsi, minaccia reale che mette a repentaglio la loro promessa di castità. Trasformando così una pazza idea in un tormento quotidiano, da cui liberarsi diventa molto difficile.



L'estate più bella della mia vita
di Francesca Barra
Garzanti | Narratori moderni | 204 pagine
ebook €9,99 | cartaceo €
18 aprile 2017

Scheda Il Libraio


Trama. L’estate è la stagione della libertà, dei sorrisi e del profumo di salsedine. Ma per Giulia e Lorenzo quest’anno tutto è diverso. Sono costretti a trascorrere due lunghi mesi in Basilicata, la terra d’origine della madre. Una terra lontanissima da loro, cresciuti al Nord. Una terra di cui non hanno ricordi, perché da quando erano piccolissimi non ci sono più tornati. Una terra dove c’è una famiglia di cui non sanno nulla. I due ragazzi preferirebbero essere da qualsiasi altra parte invece che con quei nonni così all’antica, quelle zie troppo amorevoli, quei cugini che pur essendo coetanei sembrano distanti anni luce da loro. Eppure giorno dopo giorno scoprono la magia di un posto dove sembra che il tempo si sia fermato. Dove lo stare a tavola insieme vuol dire prendersi cura l’uno dell’altro. Dove l’amicizia è un valore importante. Ma anche lì, in quei luoghi che profumano di liquirizia selvatica, ci sono dolori che non si ha il coraggio di portare in superficie. Ci sono segreti che raccontano di un amore che ha diviso una famiglia. Che ha diviso tre sorelle per troppo tempo.Ora Lorenzo e Giulia sono pronti a rompere quell’equilibrio di bugie e segreti, sono pronti a farle riavvicinare. Perché non esiste mai una sola verità. Perché dopo mille estati malinconiche arriva sempre un’estate in cui si diventa adulti per davvero. Un’estate in cui si riavvolge il filo di ciò che si credeva perduto per sempre in silenzi e malintesi. Un’estate in cui ci si innamora, in cui i ricordi non fanno più male. L’estate più bella della propria vita. 
Francesca Barra torna alle atmosfere che l’hanno fatta amare dai lettori: la Basilicata e i legami familiari. Dopo il grande successo di Verrà il vento e ti parlerà di me e Il mare nasconde le stelle, un nuovo attesissimo romanzo indimenticabile. La storia di amori e amicizie che permettono agli adolescenti di diventare adulti felici. La storia di tre sorelle e la difficoltà di un unione così forte e innata. La storia di un’estate che ha perso il suo velo di nostalgia per diventare quel momento in cui ogni cosa torna al suo giusto posto.


Tutti i nostri oggi sbagliati
di Elan Mastai
Sperling & Kupfer | Pandora | 336 pagine
cartaceo € 18,90
18 aprile 2017


Trama. L'anno che ci stiamo lasciando alle spalle non è quello che avremmo dovuto vivere. Perché esiste - o meglio, sarebbe dovuto esistere - un 2016 molto migliore. Se solo Tom Barren non si fosse messo in mezzo. Chi è Tom Barren? Ve lo dirà lui stesso. Questa è la sua storia. Ma anche un po' la nostra. 2016: dove il progresso tecnologico ha risolto problemi come l'inquinamento e la violenza, e si può andare in vacanza sulla luna (un'utopia, non vi pare?). Tom Barren è nato in questo mondo, ma si sente fuori luogo. Trentenne senza arte né parte, figlio di uno scienziato che lo disprezza, orfano della madre, che era l'unica ad amarlo, è innamorato di una ragazza che non lo ricambia ma per la quale sarebbe disposto a tutto. Anche a sfidare le regole dello spazio e del tempo pur di cancellare un errore fatale...

Alla prossima


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