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2 gennaio 2017

Recensione: La corsa delle onde - Maggie Stiefvater

Buongiorno lettori!
Allora vi state riprendendo dai bagordi e dai pranzi di ieri? Io sono felicissima, Capodanno è passato e ora è tutta in discesa.
Con l'anno nuovo si riprendono le care e vecchie abitudini e soprattutto si riparte con le recensioni. Prima di Natale come sapete sono iniziate parecchie Reading Challenge (tra la quale quella mia e di Laura La Libidinosa le cui iscrizioni, vi ricordo, sono sempre aperte, quindi se volete giocare e soprattutto divertirvi con noi vi aspettiamo QUI). Io mi sono iscritta ad un paio, non tanto per la smania di vincere, ma per mettermi in gioco e magari essere spronata a scoprire nuovi titoli e autori e leggere quei libri che da millenni stazionano sul mio comodino o nel Kindle. Per la challenge del blog di Rosaria Niente di personale sono capitata su una casella che prevedeva che io scegliessi tra alcuni titoli una lettura. L'occhio mi è cascato su due titoli che avevo giusto nel Kindle da tempo immemore (forse addirittura scritti su tavolette d'argilla...). Io ovviamente scelgo quello che mi da meno punti ma che da più tempo mi chiamava a se e cioè La corsa delle onde di Maggie Stiefvater



La corsa delle onde
di Maggie Stiefvater
Rizzoli | 450 pagine
ebook €7,99
19 settembre 2012

Scheda Rizzoli


Trama. Succede ogni autunno, sull’isola di Thisby. Dalle gelide acque dell’oceano si spingono a riva i cavalli d’acqua, creature affascinanti e crudeli che gli abitanti catturano per montarli nella Corsa dello Scorpione. Il vincitore guadagnerà fama e denaro, i meno fortunati incontreranno la morte. Ma qualcosa cambia quando alla gara si iscrive Kate Connolly, capelli rossi e tempra di ferro. Kate è determinata a correre con la sua cavalla Dove, sfidando usanze secolari che vogliono solo concorrenti maschi e nessun cavallo ordinario. Certo, non ha molte possibilità contro Sean Kendrick, diciannove anni, il favorito, esperto domatore di cavalli. Nessuno dei due è preparato a ciò che sta per succedere, perché quest’anno la Corsa dello Scorpione non sarà solo questione di gloria e denaro, ma di amore e destino.


Le premesse per un buon libro c'erano tutte. La storia mi incuriosiva, le recensioni che leggiucchiavo in giro positive (forse un po' troppo) e il fato mi ha messo sulla strada di questo libro. Tuttavia non mi ha per niente convinto. Ho faticato non poco ad andare avanti; ad un certo punto l'ho proprio odiato e ho anche ponderato l'idea di elimarlo per sempre dal mio Kindle. Ma ho perseverato nella lettura, più per una mia forma di testardaggine che per altro.
La storia, come dicevo, ha del potenziale ma mi è sembrato di leggere non un libro nella sua definitiva versione ma più una bozza. Ho trovato troppi buchi, troppi elementi appena accennati o che non mi tornavano. A partire dall'isola di Thisby: dove si trova? Ma va bene, ci sta, un'isola inventata, ok. Proseguiamo. Ogni anno a novembre su quest'isola dimenticata da Dio, su cui un gruppo di persone si intestardisce a vivere (di cosa? Viene detto più volte che sull'isola non si trova lavoro... si mangeranno le alghe...) non andando quasi mai sul "continente" (perchè? Meglio la puzza di pesce che la civiltà?), si svolge una gara di cavalli d'acqua, terribili creature simili ai cavalli ma che vengono dal mare, spietati e quasi indomabili, feroci assassini, con l'istinto del mare così radicato in loro da uccidere qualsiasi cosa si muova troppo. Occhio che qui di domande ce ne sono tante: che sono 'sti animali? Da dove vengono? Perché solo in autunno vanno sulla spiaggia di quest'isola? Perchè proprio quest'isola? Perché farci una gara? Perché rimanere su un'isola su cui possono arrivare dei simpatici cavallini capaci di staccarti la testa con un morso? Perché allevarli? Perché il metallo li spaventa? Perché delle bacche di non mi ricordo cosa li ammazzano? E posso andare avanti. Sarò stata troppo cerebrale io ma più continuavo a leggere più mi venivano in mente domande a cui quasi mai veniva data una risposta e, quelle poche volte, era assolutamente insufficiente. 
Nello sterminio annuale che questi simpatici my little pony fanno, ovviamente capitano anche le famiglie dei due protagonisti. Il padre di Sean viene ucciso proprio durante la corsa quando lui è piccolo, i genitori di Puck (Katy) l'anno prima degli eventi narrati mentre erano in barca. Ripartiamo con le domande. Prima assoluta: vi è successo questo e voi cosa fate? Lui partecipa tutti gli anni alla corsa e si comporta come L'uomo che sussurrava ai cavalli assassini; lei partecipa alla corsa con un cavallo normale... A voi le debite conclusioni. Ovvio che i due geni si dovevano beccare. Ah anche perchè questi vivono su uno scoglio dove tutti sanno tutto di tutti, pure se la vicina mette tre cucchiai di zucchero nel caffè invece di due, ma loro non si sono mai incontrati. La logica se ne era andata da un pezzo ma questa cosa mi ha fatto tanto ridere. 
Nel marasma delle domande che mi assillavano sono riuscita, con indomito sacrificio, ad arrivare alla fine. Ecco, se dovessi salvare qualcosa di questo libro direi il finale, l'ultimo 30% circa, in cui finalmente, dopo 300 e passa pagine di pecore sbudellate, sabbia ovunque e fratelli spariti, c'è questa benedetta corsa. Oooh finalmente succede qualcosa di divertente e avvincente! Certo, la soluzione finale è un po' troppo da e vissero felice e contenti, ma almeno è un qualcosa. Mezzo punticino in più solo per questo.
Certo che se il nuovo anno inizia così...

Voto


Alla prossima



14 commenti:

  1. Risposte
    1. Quella sta bene... grazie al cielo, almeno una si salva

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  2. Risposte
    1. Ah si! Come la peste per quanto mi riguarda...

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  3. Lo sterminio dei my little pony mi ha sconvolta!

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  4. Più che my little pony a quanto pare sono pony of orange machine (di arancia meccanica) mi pare, visto ciò che fanno

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    1. Mischiali con gli uccelli di Hitchcock e ci siamo

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  5. Questo è un libro meraviglioso, uno dei più belli che io abbia mai letto. Capisco le domande che ti poni ma è più come una leggenda che una storia reale, è molto onirico e magico e coraggioso. Se avesse risposto a tutte quelle domande si sarebbe spostato dalla dimensione del sogno a quella del reale, e la realtà spesso è deludente e piatta.
    Mi è piaciuto pensare che davvero in un'isola sperduta lontano dal mondo esistano dei cavalli leggendari che escano dal mare, indomiti e selvaggi.
    La Stiefvater ha uno stile particolare, come se scrivesse in un'altra dimensione e quindi capisco che possa non piacere però.. non so.. è davvero un libro che ho amato tanto e mi sento di difenderlo e consigliarlo :)

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    1. Guarda ci sta. Io della Stiefvater avevo letto anche il primo di The Raven Boys, carino ma non da strapparmi i capelli, ma lì l'ho giustificato col fatto che fosse una trilogia e quindi magari dovevo addentrarmi di più nella storia. In questo mi spiace ma non ho trovato molto di leggendario e quasi niente di onirico. Mi è sembrato un libro a metà e 400 e passa pagine per una storia che mi ha lasciato più domande che meraviglia mi sono sembrate proprio troppe. Poi ovviamente i gusti sono gusti ;)

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  6. Ciao Laura, mi dispiace che non ti sia piaciuto, a me l'atmosfera del romanzo, i suoi misteri e lo stile dell'autrice avevano totalmente incantato e riempito di emozioni! *.*
    I cavalli uisce fanno parte della mitologia celtica, sublimi e terribili e forse la Stiefvater non ha voluto inventare delle risposte sue a parti della leggenda che non hanno spiegazione (il timore del metallo o le loro periodiche sortite nell'isola), e da isolana capisco bene anche il doloroso attaccamento al proprio "scoglio" benché questo non offra di che vivere e anzi minacci la stessa incolumità dell'abitante (un po' come quei pazzi scellerati che vivono ai piedi di un vulcano ancora attivo). Per essere catalogato come uno Young Adult ho trovato molto realistica e la relazione tra i due ragazzi e la caratterizzazione dei vari personaggi, e soprattutto il profondo legame che si crea tra un cavaliere e il suo cavallo...Brividi!!!
    ^.^ Forse tu ti aspettavi una storia totalmente diversa, concreta e razionale, per questo ti ha delusa e annoiata...

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    1. Sicuramente mi aspettavo qualcosa di più. L'ho scritto: ho trovato tante cose che non mi tornavano che forse poi ho esagerato io a scervellarmici su. Va beh, purtroppo è andata così!^^

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    2. Eh già succede!! Io per esempio ho odiato Stoner, l'ho trovato noioso e insulso, ma per il resto del mondo è un capolavoro contemporaneo!!^-^

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  7. sto ridendo da un quarto d'ora! E dire che alla fine a me è pure piaciuto questo libro anche se all'inizio ho faticato taaaaanto, ma io e la Stiefvater non siamo amicone

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