Recensione: Non è stagione - Antonio Manzini

Buongiorno lettori,
e così si riprende con la solita routine: lavoro, scuola, faccende, giri vari. Casa mia è un mezzo lazzaretto e io cerco di sfuggire all'influenza malefica a colpi di succo d'arancia e miele, speriamo di evitare pure questa...
L'anno è iniziato nel migliore dei modi perchè dopo una prima lettura traballante (molto traballante) mi sono imbattuta in libri veramente splenditi. Se con Miss Peregrine mi sono buttata alla cieca, con il terzo libro, quello di cui vi parlerò oggi, sono andata più sul sicuro, perchè con Rocco e Manzini non si sbaglia mai! Ecco per voi la recensione di Non è stagione di Antonio Manzini.



Non è stagione
di Antonio Manzini
Sellerio Editore | La memoria | 317 pagine
ebook €9,99 | cartaceo €14,00
12 gennaio 2015


Trama. C'è un'azione parallela, in questa inchiesta del vicequestore Rocco Schiavone, che affianca la storia principale. È perché il passato dell'ispido poliziotto è segnato da una zona oscura e si ripresenta a ogni richiamo. Come un debito non riscattato. Come una ferita condannata a riaprirsi. E anche quando un'indagine che lo accora gli fa sentire il palpito di una vita salvata, da quel fondo mai scandagliato c'è uno spettro che spunta a ricordargli che a Rocco Schiavone la vita non può sorridere. I Berguet, ricca famiglia di industriali valdostani, hanno un segreto, Rocco Schiavone lo intuisce per caso. Gli sembra di avvertire nei precordi un grido disperato. È scomparsa Chiara Berguet, figlia di famiglia, studentessa molto popolare tra i coetanei. Inizia così per il vicequestore una partita giocata su più tavoli: scoprire cosa si cela dietro la facciata irreprensibile di un ambiente privilegiato, sfidare il tempo in una corsa per la vita, illuminare l'area grigia dove il racket e gli affari si incontrano. Intanto cade la neve ad Aosta, ed è maggio: un fuori stagione che nutre il malumore di Rocco. E come venuta da quell'umor nero, un'ombra lo insegue per colpirlo dove è più doloroso.

Non è stagione, maggio non è stagione di neve, eppure il vicequestore Rocco Schiavone si ritrova con le immancabili Clarks ad affrontare l'ennesima nevicata in un periodo in cui invece Roma, la sua Roma, si veste di luce e colori, suoni e profumi. E con la neve si affaccia nella vita tutt'altro che lineare del vicequestrore anche l'ennesima rottura di coglioni di grado 10: un furgone con targa rubata esce fuori strada e i due a bordo muoio sul colpo. Un banale incidente, niente a che fare coi casi che in passato si è trovato ad affrontare. Eppure... eppure presto qualcosa non torna e ad aggiungersi c'è anche la scomparsa di una diciottenne, Chiara. Che sia arrivato il momento di istituire l'undicesimo grado?

Torno a leggere Manzini e come ogni volta che apro un terzo o quarto libro lo faccio in punta di piedi, col timore di non ritrovare personaggi e atmosfere che avevo imparato ad amare. Sciocca io, perchè Rocco Schiavone anche in questo terzo libro non può lasciarci indifferenti, anzi. In questa nuova indagine incontriamo un Rocco ancora più ombroso e oscuro, sarà quella neve che proprio non sopporta e che gli rovina l'ennesimo paio di scarpe tanto amate; sarà che questa volta ha il tempo contato per ritrovare Chiara; sarà che la sua vita personale è un ammasso di presente e passato. E' scontroso come non mai e sempre lì lì a mandare tutti al diavolo, anche perchè fa un lavoro che gli piace e che odia al contempo, un lavoro che lo sporca sempre di più, portandolo sempre più affondo nel marcio che c'è nel mondo. Eppure Rocco ci mette l'anima, il cuore, se stesso e anche di più, ci mette tutto ciò che gli è rimasto, quel poco che di lui è arrivato ad Aosta mesi prima. E lo fa a modo suo, coi suoi tempi, le sue intuizione e soprattutto i suoi modi, non sempre ortodossi certo, ma efficaci più che mai. Ed è questo che ci piace di lui, il suo essere fuori dagli schemi, le Clarks che si intestardisce a mettere, la parolaccia sempre dietro l'angolo, l'affetto per Lupa, le bastardate ad Deruta e D'Intino. 
Sciocca io a credere che Rocco non mi sarebbe piaciuto anche questa volta, che le sue storie possano lasciarmi indifferente. Impossibile. Rocco o si odia o si ama, così com'è, canne e tutto il resto, pacchetto completo. E se nei primi due libri si è entrati nel mondo del vicequestore d'Aosta, in questo terzo si entra nella sua anima, e ci si prepara, perchè se ora alla fine la lacrima è scesa, sono certa che il quarto libro sarà una pugnalata al cuore. 

Voto


Alla prossima


CONVERSATION

10 commenti:

  1. E hai ragione, il quarto è una pugnalata e il quinto la mazzata finale. Ma in questo caso è meraviglioso soccombere.
    La Bacci

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    1. Oddio alla pugnalata del quinto non sono ancora psicologicamente pronta

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  2. Ciao! :) Ho scoperto questo autore per caso nell'anno appena finito ed è stata davvero una piacevole scoperta! Per il momento ho letto solo il primo libro, ma spero di riuscire a recuperare pian piano tutta la serie (anche se mi sono rovinata un po' il piacere della scoperta perché ho ceduto alla curiosità e ho seguito la serie tv che ne hanno tratto :) ).

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    1. Eh siamo nella stessa situazione allora, anche io mi sono un po' rovinata la storia guardando prima la serie, ma ero troppo curiosa XD

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  3. Nonostante sia ancora molto indietro (speravo nell'obiettivo "Leggi un libro con la copertina blu" per recuperare!) mi piace sempre leggere le recensioni che riguardano Rocco Schiavone, un nome una garanzia!
    Prometto che prima o poi ci arrivo anche io :)

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    1. Va beh, mica ti corrono dietro! A me ne mancano due e ho già l'ansia dell'attesa del nuovo...

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  4. Ciao, mi chiamo Chiara e mi piace molto leggere. Ho iniziato la serie di Manzini su Rocco Schiavone anche per via delle recensioni entusiaste sul web (le tue, quelle della Libridinosa, delle lettrici quasi perfette...).
    In realtà dopo aver letto il primo sono rimasta molto delusa: Rocco non mi ha suscitato empatia ma solo antipatia! La storia poi, giallo davvero banale e noiosetto. Mah... nonostante la delusione, forse dovuta alle aspettative troppo alte, ho letto anche il secondo, e mi è piaciuto un pochino di più. Mentre "Non è stagione" è decisamente migliore, ha un buon ritmo, più coinvolgente. Nel frattempo mi sono affezionata anche al protagonista, col passare dei romanzi meno corrotto e più tormentato, più complesso. Comunque niente a che vedere con i capolavori della letteratura, io darei un bel 3 su 5! Questa è la mia opinione personale,
    Chiara

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    1. Ciao Chiara! Piacere e benvenuta!^^
      Sicuramente ci sta che non piaccia o che piaccia fino ad un certo punto ed ogni parere è assolutamente ben accetto. Ho letto di diverse persone a cui proprio non è piaciuto. Naturalmente anche io do semplicemente il mio parere. Rocco per me è un personaggio difficile, di quelli che sulle prime può non piacere o risultare "troppo", poi magari leggendo gli altri libri si scopre tanto di lui e si capisce anche come è diventato Rocco. Magari mi saprai dire con il prossimo libro se la tua opzione è cambiata, in meglio o in peggio. :)

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  5. ho talmente tanto amato questo terzo libro di Manzini che ho quasi paura a continuare-. sul serio. infatti mi sono presa una pausa. mi sono buttata sulle 5 indagini romane di rocco e nel breve futuro leggerò i prossimi.


    questi italiani mi stanno conquistando sempre più!

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  6. Puff...pant...qui a forza di fare foto, sistemare filtri, cambiare grafiche, mi stava sfuggendo la recensione di Rocco! Hai pianto Ciambella? Pochino, eh? Allora preparati bene, che al prossimo romanzo parte il fiume di lacrime. Vedi di non portartelo qui ad aprile, che poi mi esci di casa con la faccia sbattuta!

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