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28 marzo 2017

Recensione: Carry on - Rainbow Rowell

Buongiorno lettori!
Oggi vi parlerò del libro che mi ha tenuto compagnia nell'ultimo fine settimana, Carry on di Rainbow Rowell, per la cui copia ringrazio la Piemme.

Carry on
di Rainbow Rowell
Piemme | 538 pagine
ebook €6,99 | cartaceo €17,00
21 marzo 2017 | scheda Piemme

Trama
Simon Snow è il peggior prescelto di sempre. Questo è ciò che sostiene Baz, il suo compagno di stanza. Baz potrà anche essere un vampiro e un nemico, ma ha probabilmente ragione. Per la maggior parte del tempo infatti Simon non sa far funzionare la sua bacchetta, oppure non sa controllare il suo inestinguibile potere mandando tutto a fuoco. Il suo mentore lo evita, la sua ragazza lo ha lasciato, e un mostro con la sua faccia si aggira per Watford, la scuola di magia in cui frequentano l'ultimo anno. Allora perché Baz non riesce a fare a meno di stargli sempre intorno?


Chiuso Fangirl quanti di noi sono rimasti col tarlo "certo però la storia di Simon e Baz..."? Avanti, non siate timidi, la storia di Cath e dei suoi esordi al college ci ha fatto piangere, gioire, ridere e urlare, eppure alla fine, dopo tutti quei succosi pezzetti sparsi un po' per tutto il libro, la storia dei libri da cui la protagonista prende il via per le sue fanfiction ci è rimasta un po' qua (fate voi dove) perchè non sapevamo tutto, ma soprattutto come finiva. A quanto pare anche all'autrice questa storia è rimasta in testa, e ha girato e girato fino al punto da creare un libro intero dedicato proprio ai due studenti della scuola di magia di Watford. Lo possiamo considerare uno spin off? Ma si, anche, io però lo vedo più come un dono ai sui lettori e anche a se stessa, perchè la cara Rainbow Rowell mi sa di scrittrice che con la penna tranquilla e ferma non ci sa stare e quando una storia c'è...

E così ecco Carry on. Ma occhio, niente paragoni col maghetto più famoso della letteratura. Certo, l'aria un po' "harrypotteriana" c'è, la scuola di magia, il mago eccezionale e orfano, gli attacchi continui in ogni anno. Eppure le similitudini si fermano qua, per storia, struttura e personaggi. Prima di tutto Rainbow Rowell ha deciso di raccontarci questa storia dalla fine, dall'ultimo anno di scuola, quello più particolare, quello della vera svolta. Naturalmente per fare questo un po' di confusione si crea, soprattutto all'inizio, e dover condensare 8 anni in un solo libro non è facile. Eppure in questo modo riesce a darci solo il necessario per capire la storia e conoscere i suoi protagonisti.
Se l'inizio si siede un po' quando entra in scena Baz, il cattivo che cattivo non è o non proprio, il libro acquista in fascino e luminosità. Eh si, è lui il personaggio di questo racconto, colui che fa la differenza. Ma anche Simon ha sortito il suo effetto su di me. Ecco, il bello di questi personaggi è che non sono in toto buoni o cattivi, sono la massima espressione dell'animo umano, in cui niente è nero o bianco ma in una vasta scala di grigio. E così se Baz sembra essere il perfido che trama alle spalle del protagonista, ha in realtà ancora l'animo del bambino che ha visto morire la propria mamma e che crescendo ha coperto i propri sentimenti per indossare una maschera più imposta che reale. E Simon che invece dovrebbe essere il cavaliere dall'armatura lucente pronto a salvare il mondo magico, ha in se qualcosa di strano e pericoloso, di oscuro e segreto. Adoro questo genere di personaggi, non così perfetti da non mettere in discussione il proprio essere e non così fermi in se stessi da risultare piatti. Simon e Baz funzionano separati e funzionano insieme.

Rainbow Rowell si è cimentata in un genere diverso per lei ma lo ha fatto alla grande, dando ai suoi lettori le certezze date da una ambientazione scolastica ma infondendo nelle sue pagine la novità di sentimenti nuovi e un ventaglio di protagonisti affatto banali, anzi interessanti e dalle mille sfaccettature. Ultimamente con i fantasy sono molto criticona data la mole che ne uscita negli ultimi anni, ma questo ha sicuramente preso il suo posto tra la schiera dei riusciti.

Alla prossima



13 commenti:

  1. Risposte
    1. eh anche a me! dopo la recensione entusiasta di Mr Ink attendevo la conferma di Letizia e a quanto pare è arrivata!!!! :D

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    2. Oh yes! Letto e approvato! Dovremmo farci fare il bollino blu come le Chiquita pure noi...

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  2. Ho preferito Fangirl, sarà che il fantasy non è il mio genere, ma la Rowell e i suoi personaggi, al solito, sono adorabili! Concordo pienamente. ;)

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    1. A me è piaciuta l'idea di leggerlo pensando che si ritrovi, in una veste del tutto diversa, dentro un altro libro. L'ho trovata molto carina :)

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  3. Devo ancora leggere Fangirl...poi nel caso...

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    1. Sono due generi diversi, ma lo stile è accattivante

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  4. Lo ho finito proprio ieri sera e lo ho amato!

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  5. Ciao :-) Da mettere sicuramente in lista dopo la tua recensione :-) Ma, una domanda, si può leggere anche senza aver letto FANGIRL?

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    1. Si si, non c'è collegamento, è una storia a parte.

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  6. oh che bello, io sono felicissima che l'abbia scritto e lo leggerò presto!

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